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Koeman: “Al Barcellona ho accettato di tutto, come lasciare andate Griezmann all’Atletico”

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L'allenatore olandese ha avuto modo di riparlare della sua esperienza in Catalogna, conclusasi con l'esonero e l'avvento di Xavi. 

Redazione Il Posticipo

Koeman continua a togliersi sassolini dalle scarpe. L'ex allenatore del Barcellona, prossimo commissario tecnico della nazionale olandese, è intervenuto in un congresso organizzato dall'AK Coache's World. L'allenatore olandese, come riportato da Sport ha avuto modo di riparlare della sua esperienza in Catalogna, conclusasi con l'esonero e l'avvento di Xavi.

AMARO - Un rapporto chiusosi amaramente per chi, come Koeman, ha rappresentato la storia del club. "C'è sempre del dispiacere quando non si riescono a finire progetti che si avevano in mente. Nl mio caso, penso che la situazione fosse abbastanza chiara. Era un periodo assai complicato. Chi conosce il club e la situazione economica del Barcellona pensa però che abbia svolto un buon lavoro. Non dico ottimo, ma non si può definire cattivo. Vivevamo davvero una situazione complicata e quanto sta accadendo anche in queste settimane lo conferma. Posso solo sperare che il Barcellona torni quello di un tempo".

SACRIFICI - Koeman ha sottolineato anche i sacrifici accettati per la causa. "Chiunque sia all'interno del Barcellona sa benissimo che come allenatore ho sempre ragionato in funzione delle necessità del club e non mie. Non ho mai pensato a me stesso anzi ho accettato praticamente di tutto per il bene di questo club, accettando anche la cessione di Griezmann all'Atletico. Non è stata una scelta voluta, ma una necessità dettata dalla situazione economica".

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GIOVANI - La sua gestione, al netto di come si è conclusa, ha perlomeno lasciato in eredità alcuni giovani su cui riaprire un ciclo. In primis, Pedri. "Mi sono stati sufficienti due allenamenti per capire le sue enormi potenzialità. Mi è subito apparso evidente che sarebbe diventato un grande calciatore. Nei programmi di inizio stagione  sarebbe dovuto andare in prestito, il Barcellona aveva ricevuto diverse offerte. Sin dalla preseason mi sono imposto chiedendo di lasciarlo nella rosa della squadra. Avevo subito pensato che non avrebbe dovuto muoversi e che presto sarebbe diventato un titolare inamovibile. E così è stato".