Klopp, uno strano risveglio dopo una festa esagerata: “Guardo il telefono e mi cercano 20 squadre. E il Borussia non voleva pagarmi…”

Klopp, uno strano risveglio dopo una festa esagerata: “Guardo il telefono e mi cercano 20 squadre. E il Borussia non voleva pagarmi…”

Pochi nel mondo del calcio hanno il fascino di Jurgen Klopp e ogni volta che il tedesco racconta qualche aneddoto, il rischio è quello di morire delle risate. Non sorprende dunque che in una intervista si inizi a parlare dei tempi dell’addio al Mainz e si finisca in un vortice di…birre e strane storie.

di Redazione Il Posticipo

Pochi nel mondo del calcio hanno il fascino di Jurgen Klopp. Il tedesco è grandissimo sul campo, ma anche fuori riesce sempre a colpire nel segno. La sua simpatia lo rende gradito persino ai suoi avversari e ogni volta che racconta qualche aneddoto, il rischio è quello di morire delle risate. Non sorprende dunque che in una intervista a Sky Sports si inizi a parlare della sua scalata alle squadre che contano e si finisca in un vortice di…birre e strane storie.

FESTA – Come quella del suo addio al Mainz. “C’erano molte squadre che volevano mettermi sotto contratto all’epoca, ma non ho parlato con nessuno perchè la decisione era presa: in caso di promozione col Mainz, sarei rimasto lì. Alla fine all’ultima giornata non siamo stati promossi, ma la domenica sera c’è stata comunque una grande festa in città. Una festa d’addio, diciamo, quindi eravamo tutti…molto allegri. Mi sveglio la mattina dopo, guardo il telefono e trovo 15, 20 chiamate da squadre diverse. E non ero decisamente in grado di pensarci in quel momento”.

BORUSSIA – Tra tante, una pretendente ha più…titoli delle altre. “Ho sempre avuto una predilezione per il Borussia Dortmund, per lo stadio, la tradizione, il blasone, ma non sapevo se erano interessati a me. Ho visto il loro nome nella lista delle chiamate, quindi abbiamo parlato. Il bello è che volevano pagarmi di meno di quanto mi dava il Mainz in seconda divisione, perchè pensavano ‘ok, prendiamo un manager di serie B, facciamo un’offerta più bassa’. Gli ho spiegato che non era una questione di soldi, che sarei andato comunque, ma…gli ho detto che al Mainz guadagnavo di più. Non ci credevano, gli ho fatto vedere il vecchio contratto, hanno aumentato l’offerta e tutti siamo stati contenti, una decisione perfetta”.

MOGLIE – Dopo il Borussia, un periodo di stop e il Liverpool. Un trasferimento scritto nelle stelle…di un campeggio. “Mi è sempre piaciuta l’Inghilterra da quando ci ho fatto l’interrail quando avevo 18 anni. Sono stato cinque o sei settimane con mio cugino, alloggiavamo nei bed and breakfast e avevamo una tenda, ogni tanto ci fermavamo in un campeggio. Il tempo era sfortunatamente una bella m***a, quindi la tenda era spesso bagnata”. Ma com’è scoppiato l’amore con i Reds? Il più classico colpo di fulmine. “Il mio agente mi ha detto che il Liverpool era interessato e ho pensato subito ‘oh mio Dio”. È stato come quando ho incontrato mia moglie, l’ho vista e ho pensato ‘ok, me la sposo’. E così è stato con il club. La cosa giusta, sin dal primo istante”. Il palmares, decisamente, conferma.

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