Klopp, il…brutto di essere vincenti: “Dopo la gioia mi sono sentito così vuoto dentro, non ne sono felice. Ma non vi preoccupate per me…”

Da “perdente di successo” a “vincente e basta” il passo è stato abbastanza breve per Jürgen Klopp. l campionato di Salah e compagni è stato travolgente, ma questo non significa che il tedesco fosse pronto a quello che lo aspettava al momento in cui la matematica lo ha dichiarato campione

di Redazione Il Posticipo

Da “perdente di successo” a “vincente e basta” il passo è stato abbastanza breve per Jürgen Klopp. In capo a un anno e qualche settimana (cortesia del coronavirus) il tecnico tedesco ha portato il Liverpool prima a vincere la sesta Champions League della sua storia e poi, dopo trent’anni di lunga attesa, a mettere in bacheca la prima storica Premier League, nonchè il titolo numero 19 dei Reds. Il campionato di Salah e compagni è stato travolgente, ma questo non significa che il tedesco fosse pronto a quello che lo aspettava al momento in cui la matematica lo ha dichiarato campione, come spiega sul sito ufficiale del Liverpool.

COUNT-DOWN – Vincere non sul campo, un qualcosa che ormai è un classico del calcio moderno. E, come il Leicester dei miracoli di qualche anno fa, anche il super Liverpool di Klopp ha vissuto un momento storico davanti alla TV. “Sono assolutamente travolto, non lo so, è un misto di tantissime cose. Sono sollevato, sono felice, sono orgoglioso. Non potrei essere più orgoglioso dei miei ragazzi. Abbiamo visto la partita assieme, sapevamo che sarebbe potuto succedere oppure no. Volevamo solo giocare a calcio ed eravamo solo molto contenti di essere tornati a giocare, poi quando il momento in cui abbiamo vinto è arrivato è stata una vera e propria esplosione. Abbiamo fatto il count-down degli ultimi cinque secondi della partita, l’arbitro ha contato qualche secondo in più di noi, quindi abbiamo dovuto guardare altri due tre passaggi”

VUOTO – E ora? Che si fa quando si ottiene un risultato che si attende da una vita? Si gioisce a tal punto che in un determinato attimo… non resta niente dentro.”E poi è stata pura… Non so come descriverla. È stato un momento davvero bello. Poi, subito dopo, mi sono sentito così vuoto dentro che faticavo a crederci. E non sono molto contento di sentirmi così, ma al momento è solo tutto un po’ troppo. Non vi preoccupate per me”. Meglio pensare ai suoi ragazzi. “In realtà non potrei essere più felice, non avrei neanche potuto sognare una cosa del genere e prima dello scorso anno non lo avevo davvero mai fatto. Tre anni fa eravamo così lontani, un anno fa così vicini. E quello che i ragazzi hanno fatto negli ultimi due anni e mezzo, la costanza che hanno mostrato è incredibile. Onestamente, non so come riusciamo a essere così tutto il tempo. E la partita con il Crystal Palace è stata un ottimo esempio, abbiamo giocato una partita come se Anfield fosse strapieno e tutti urlassero di continuo. È un momento meraviglioso, questo posso dirlo”. E può dire anche di aver fatto la storia.

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