Klopp e la notte contro l’Atletico. “Mi ero arrabbiato, ma dopo mi sono dato dell’idiota”

Il tecnico del Liverpool torna sull’ottavo di finale della passata edizione di Champions. E su quanto è accaduto dopo…

di Redazione Il Posticipo

Klopp, l’Atletico e la Champions E soprattutto, quello che è accaduto al termine di quella partita. Unaa ferita ancora aperta. Il tecnico del Liverpool ha ripercorso la sfida contro i colchoneros nel documentario The End Storm. Le sue parole sono riportate da As. 

RIMPIANTO – Una stagione straordinaria, quella dello scorso anno: un titolo atteso da 30 anni è tornato sulle rive del Merseyside, ma resta il rimpianto per la sfida contro l’Atletico. Una eliminazione che proprio non è andata giù, maturata in una notte drammatica anche dal punto di vista della cronaca legata alla pandemia. “Avevamo giocato a Bournemouth il 7 marzo e 25 punti di vantaggio sul City che aveva perso il derby di Manchester. Mi ero appoggiato allo schienale del divano e ho pensato che eravamo molto vicini al titolo. Poi mi sono svegliato lunedì mattina con la notizia che Madrid aveva chiuso scuole e università. E nella sfida di Champions League contro l’Atlético  6.000 tifosi sarebbero venuti a vederla. Non aveva alcun senso “.

DRAMMA – Klopp ricorda quanto sia stato difficile prepararsi al match. In un paese dove si iniziavano a contare migliaia di morti. “È stata una notte molto difficile prepararsi per una partita di calcio, chiedere ai giocatori di fare tutto il possibile per vincere senza nemmeno sapere cosa sarebbe successo il giorno dopo. Abbiamo giocato la partita, una bella partita, ma l’abbiamo persa e siamo stati eliminati. Ricordo che ero molto arrabbiato, ma cinque minuti dopo, dopo le interviste, mi sono detto di essere un idiota. Mi ero  preoccupato di perdere una partita di calcio mentre il mondo attraversava uno dei momento più bui e difficile che abbia mai dovuto affrontare”.

LOCKDOWN –  Era l’ultimo giorno prima del lockdown. “Sono tornato a casa in macchina e, il giorno dopo in allenamento, era già chiaro che il campionato si sarebbe fermato e che avremmo dovuto organizzarci per affrontare l’isolamento. L’intero club ha dovuto fare un lavoro incredibile per tenere questi ragazzi di alto livello in un posto sicuro”.

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