Klassiker deciso da Kimmich, rimasto a Monaco solo perché… è andato via Ancelotti

Nè Haaland né Lewandowski. Protagonista assoluto del “Klassiker” fra Borussia Dortmund e Bayern Monaco è Kimmich.

di Redazione Il Posticipo

Nè Haaland né Lewandowski. Protagonista del “Klassiker” fra Borussia Dortmund e Bayern Monaco è Kimmich. Una prova maiuscola, quella del calciatore tedesco, che con un pallonetto da far invidia agli specialisti del gesto tecnico regala tre punti importantissimi e con ogni probabilità decisivi a Flick. Sette punti di vantaggio sono una dote sufficiente per mettere in ghiaccio il titolo. E pensare che l’esterno, decisivo nello scontro diretto, ha rischiato di… lasciare la Baviera. Del resto è sempre stato un ragazzo molto diretto. Anche nel dire ciò che pensava. Sia di Ancelotti che della società.

ANCELOTTI – Durante l’era Ancelotti, Kimmich ha rischiato di lasciare la Baviera. Colpa di un rapporto mai decollato. E il diretto interessato non ha mai nascosto il proprio disappunto. Le dichiarazioni al vetriolo risalgono al momento della firma del contratto. Un prolungamento sino al 2023  figlio soprattutto dell’addio del tecnico dell?Everton. I due evidentemente non legavano. “Ci sono stati momenti in cui tutto è stato molto difficile per me. Visto che non ero assolutamente soddisfatto del mio minutaggio, ho pensato all’addio nonostante per me il Bayern sia l’unico club che esiste al mondo”. Considerando che l’unica parentesi in cui il tedesco ha visto il campo con poca frequenza è stata proprio quella di Ancelotti”.

FLICK  – Così e così i rapporti con Kovac, come quelli di tutta la squadra. Molto più distesi, evidentemente i rapporti con Flick da cui ha avuto, ricambiato, incondizionata fiducia. A tal punto da… mettere in riga la società nello scorso gennaio, condividendo la tesi del tecnico che chiedeva di puntellare una rosa a suo avviso troppo ristretta. Non più tardi dello scorso gennaio. l’esterno tedesco classe 1995 riteneva fondamentale l’acquisto di altri calciatori per garantire più competitività alla squadra. Allora il Bayern era a quattro punti dalla capolista Lipsia. Quattro mesi dopo, tutto, anche il calcio è cambiato. Solo il Bayern, non cambia mai: quando serve, vince.

 

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