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Kiko avverte l’Atletico: “Quando arrivano le difficoltà, Morata è un debole. E dovrebbe lamentarsi di meno…”

Kiko, grande ex dell'Atletico Madrid, dice la sua sull'arrivo di Morata. Tanti complimenti, come ci si aspetta per un attaccante di livello, ma anche una valutazione molto negativa sulla predisposizione del ragazzo alla lotta...

Redazione Il Posticipo

Tutto è bene quel che finisce bene, Alvaro Morata è di nuovo un calciatore dell'Atletico Madrid. Una grande gioia per lui, che già da quando faceva il raccattapalle al Vicente Calderon e vedeva giocare alcuni dei grandi campioni dei Colchoneros, sognava di ripercorrerne le gesta. E quindi l'attaccante spagnolo avrà certamente letto con attenzione le dichiarazioni di un grande ex come Kiko, che nel 1995/96 ha trascinato l'Atletico alla doppietta tra Liga e Copa del Rey. Tanti complimenti, come ci si aspetta per un attaccante di livello come Morata, ma anche una valutazione molto negativa sulla predisposizione del ragazzo alla lotta...

COMPLIMENTI - Parlando alla trasmissione radiofonica El Larguero, Kiko ha riconosciuto che quello di Morata può essere un ottimo acquisto. "Bisogna tener conto che il Cholo l'ha visto quando ha giocato con il Chelsea al Wanda Metropolitano e ha fatto una gran partita. È un calciatore che ha tutto per essere allenato da Simeone, capisce bene la posizione in campo e può giocare di spalle alla porta. Ma anche in contropiede, come ha dimostrato a volte alla Juventus. Viene con la voglia di dimostrare qualcosa e ha voglia e capacità di fare pressing". Fin qui, solo complimenti per l'ex attaccante del Chelsea. Ma a calcio non si gioca solo con i piedi...

DEBOLE - E infatti a preoccupare e non poco Kiko è la testa di Morata, che a metà della sua carriera dimostra ancora una fragilità che a quei livelli non ci si può permettere..."Gli vedo solo un piccolo difetto: davanti alle difficoltà quello che trasmette è debolezza. E credo che a 26 anni sia arrivato il momento di fare un piccolo passo avanti. Quel che deve fare, quando si trova davanti alle avversità, è combatterle. Lavorando e ancora lavorando. E lamentandosi di meno...". Ogni riferimento alle difficoltà trovate da Morata sia a Madrid sponda Real che al Chelsea, quando ha confessato di aver chiesto aiuto a uno psicologo, non è del tutto casuale. Basterà il Cholismo a fargli fare lo scatto che gli serve per consacrarsi?