Keane sta con Mourinho: “I calciatori dello United sono dei piagnucoloni, zitti e giocate!”

Mourinho di recente è stato bersagliato da parecchi grandi ex del Manchester United, con Scholes e Neville a guidare il gruppo. Ma arriva per il portoghese l’appoggio da uno dei protagonisti del ciclo di Ferguson.

di Redazione Il Posticipo

Il sostegno che non ti aspetti. E se Mourinho di recente è stato bersagliato da parecchi grandi ex del Manchester United, con Scholes e Neville a guidare il gruppo, arriva per il portoghese l’appoggio di uno dei protagonisti del ciclo di Ferguson. E non uno qualsiasi. Roy Keane, testa calda per eccellenza, sa bene cosa significhi avere scontri con i propri allenatori. Ne ha avuti pochi e…ha litigato con tutti, da Clough, a Ferguson fino a McCarthy. E forse proprio per questo ha una visione molto particolare delle polemiche che riguardano l’impegno dei calciatori dello United e le possibili frizioni con Mourinho.

CONTRASTI – A Notts TV l’irlandese dice la sua. “Parliamo di calciatori e allenatori, non tutti i giocatori vanno d’accordo con l’allenatore e all’allenatore non possono piacere tutti i giocatori. Ma come calciatore, qualsiasi diverbio tu abbia avuto con l’allenatore, quando entri in campo giochi per la squadra. E chissenefrega se con il tuo tecnico vi saltate alla gola ogni volta, fa parte del gioco, si litiga. E se neanche indossare la maglia del Manchester United ti fa venire voglia di dare il 100% quando scendi in campo, beh, allora buona fortuna a Mourinho“. Che quindi si becca il supporto di Keane. I litigi possono esserci, ma non giustificano prestazioni svogliate dei calciatori.

PIAGNUCOLONI – Calciatori dei quali Keane non ha una grandissima opinione… “Non ce l’ho con Pogba, è un discorso generale. Ci sono calciatori che si arrabbiano con l’allenatore e pensano ‘allora non mi alleno bene perchè mi hanno fatto arrabbiare’. Ci sono un sacco di piagnucoloni là fuori, un po’ troppi. Quando scendi in campo giochi per il tuo orgoglio, per la tua famiglia, la tua città, per qualsiasi cosa. E non ci si può preoccupare di quello che dice di te l’allenatore o lo staff. Metti piede sul terreno, zitto e giochi. Per litigare c’è tempo dopo la partita…“. Nessuna giustificazione dunque per chi tira indietro la gamba o, per dirla alla Mou, ci tiene meno degli altri. E se lo dice Roy Keane, qualcosa vorrà anche significare…

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