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Keane: “Il mio rimpianto più grande? Non aver staccato la testa a Queiroz”

C’è chi rimpiange di aver lasciato il calcio troppo presto, di non aver vinto molto, di aver segnato poco o preso troppi goal. Roy Keane è differente: rimpiange di non aver staccato la testa al CT dell’Iran!

Redazione Il Posticipo

Sono tanti i giocatori che una volta lasciato il calcio si lasciano scendere una lacrimuccia di malinconia e si abbandonano a dei rimpianti. Cosa rimpiangono? Beh, c’è chi rimpiange di aver sbagliato un rigore importante, chi si pente per un cartellino rosso di troppo, chi si rattrista di non essere riuscito a chiudere la carriera senza giocare nella sua squadra del cuore. Poi ci sono quei giocatori dal temperamento poco esile che rimpiangono altro. Roy Keane, per esempio, ha dichiarato a ITV, canale televisivo britannico in cui è impiegato come opinionista, che il suo più grande rimpianto è… “non aver staccato la testa a Carlos Queiroz”.

USCITA...ALLA KEANE - Anche verbalmente, l’ex numero sedici del Manchester United e della nazionale irlandese, continua ad intervenire a gamba tesa col piede a martello. E stavolta il gioco pericoloso lo mette in atto contro l’attuale allenatore dell’Iran: Carlos Queiroz. E cosa mai gli avrà fatto? In qualità di ct dei mediorientali nulla ma tra i due ci sono vecchie ruggini. Carlos Queiroz è stato il vice di sir Alex Ferguson per diverso tempo. Il docile Roy Keane ha dichiarato: “per qualche ragione, verso la fine della mia esperienza [al Manchester United] ho trovato che mi mancasse di rispetto, così abbiamo avuto qualche discussione”. Fin qui Keane sembra tanto tranquillo e pacato ma poco dopo aggiunge: “Ha messo in dubbio la mia lealtà e gli ho detto dove andare”. 

QUINDICI ANNI - “Dove andare”… magari si riferisce al periodo di pausa di riflessione che Queiroz si era preso dallo United per andare a sedersi sulla panchina del Real Madrid. O magari no. Continua Keane: “Uno dei miei più grandi rimpianti è probabilmente quello di non avergli staccato la testa”. In effetti, anche nel 2004, poco prima del suo addio ai Red Devils aveva rilasciato un’intervista alla Tv ufficiale del Manchester United che come solo lui sa fare “lasciava intendere” qualche dissapore con Queiroz. E dopo quasi quindici anni non gli è ancora passata. Soprattutto se il mondiale continua a mettergli il suo “nemico” di fronte.