Karius: “Basta con Kiev. Interessa solo ai giornalisti che me la ricordano sempre. Che noia”

Il portiere si presenta all’Union Berlino e si infastidisce si parla della finale di Champions.

di Redazione Il Posticipo

Karius si presenta alla stampa. L’ex portiere di Besiktas e Liverpool ha parlato di cosa lo abbia spinto a scegliere l’Union Berlino e a tornare in Bundesliga dopo quattro anni. E il portiere ha colto la palla al balzo chiarire alcuni punti. Le sue parole sono riprese da Kicker.

BERLINO – Una scelta sfidante. “Abbiamo ottime prospettive. La squadra ha diversi elementi di valore. Conoscevo bene la città, ambientarmi non sarà certo un problema. Ho trovato un bel gruppo, molto amalgamato anche con la società. La priorità è evitare la retrocessione ed è alla nostra portata”. Ha unito calcio e amore. La sua ragazza Sophia è una apprezzata conduttrice. Karius taglia corto: “Non scelgo la destinazione in base alla vita privata. Sono un professionista. Quando smetterò potrò andare a vivere dove voglio. Sono venuto qui con l’idea di giocare. Adesso parto alla pari con Luthe, abbiamo un buon rapporto, poi toccherà all’allenatore scegliere chi andrà in campo”.

BASTA – Non lo infastidiscono le attenzioni, quanto i richiami al passato. Specificatamente alla finale di Kiev. “Si parla ancora di quanto accaduto due anni fa. Da allora ho giocato 60 partite. Gli unici che vogliono parlarne sono i giornalisti. Per me è stato dimenticato da tempo e ora è noioso. Sono qui per fare del mio meglio. Non posso cambiare il passato, però posso convincere tutti del mio valore. Sono mancato per un po’ di tempo dalla Germania e sembra che tutti si siano dimenticati di chi sia”.

LIVERPOOL – La Bundesliga con l’Union è un passo indietro rispetto al Liverpool. Anche due. Karius la pensa diversamente. “In Inghilterra non avrei avuto spazio. Klopp è stato giusto e onesto con me. Abbiamo avuto un colloquio sereno e anche lui era d’accordo con l’idea di trovarmi una squadra dove potessi dimostrare di essere un buon portiere. Non avrebbe avuto senso restare ad Anfield per scaldare la panchina. Non avevo prospettive. Con l’Union invece ho stimoli e possibilità. E tutto questo mi esalta. Ho una esperienza che, nel bene e nel male, non tutti possono vantare e credo che alcuni episodi siano stati valutati troppo negativamente”

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