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Kanchelskis e la vita con Ferguson: “Il primo giorno mi hanno convinto a prenderlo a parolacce!”

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Tra i tanti calciatori stranieri transitati per la Serie A negli anni Novanta, difficile dimenticarsi di Kanchelskis, che compie 53 anni. Uno che al Manchester United si è guadagnato il rispetto di Sir Alex...in maniera decisamente poco ortodossa

Francesco Cavallini

Tra i tanti calciatori stranieri transitati per la Serie A negli anni Novanta, difficile dimenticarsi di Andrei Kanchelskis, che compie 53 anni. A ben vedere, il russo nel nostro campionato si è fatto vedere poco, anche perchè nella stagione e mezzo trascorsa nel Belpaese con la maglia della Fiorentina è stato spesso infortunato. Molti lo ricordano soprattutto per un intervento non proprio gentile subito da Taribo West, ma quando è arrivato in Italia dall'Everton l'esterno era considerato una stella del calcio europeo. Al punto che, come ha spiegato in un'intervista a Sport-Express, quando lo ha ceduto, persino Sir Alex Ferguson ha dovuto renderne conto allo spogliatoio.

UNITED E BECKHAM - "Quando ho lasciato il Manchester United, Ferguson ha chiesto scusa a tutta la squadra", spiega l'ex viola. Il russo ha passato allo United quattro anni, in cui si è sempre distinto con ottime prestazioni. Nel 1995 però Fergie sta dando sempre più spazio ai ragazzi della Class of '92. Tra di loro c'è Beckham, che all'epoca è ancora un'ala destra e con Kanchelskis davanti. Quindi, seppur a malincuore, il russo finisce all'Everton. Un qualcosa per cui Becks...lo ha anche ringraziato. "Beckham ha scritto nella sua biografia che se io non avessi lasciato Old Trafford, lui non avrebbe mai giocato. È stato carino da parte mia dargli quell'opportunità e di conseguenza mi riconoscono di più in Inghilterra che in Russia!", chiosa simpaticamente Kanchelskis.

RICORDI - Dunque, bei ricordi di Manchester, nonostante un addio dolceamaro. E non può non mancare un aneddoto su Sir Alex. Kanchelskis spiega che, appena arrivato, viene ingannato dai suoi compagni di squadra. Approfittando del fatto che non sa l'inglese, lo convincono a dire a Ferguson... qualcosa che non doveva. "Mi hanno fregato, me l'hanno fatto prendere a parolacce. Il mio primo giorno Ferguson mi incontra e mi dice 'ehi Andrei, come va?'. E io gli sorrido e gli rispondo 'fa***lo, bastardo scozzese'. Mi sono immediatamente conto che non avrei dovuto dire quella cosa. Ma per fortuna anche Ferguson si è fatto una risata. Parlando in generale, lui è come Lobanovsky. Entrambi sapevano ammettere i propri errori. Il che dimostra la loro grandezza". Certo, magari meglio non insultarli...