Milan, cala Kalinic: il croato sul mercato…

Il Milan sarebbe pronto a privarsi di Kalinic. Se arrivano conferme dalla Cina e il giocatore è d’accordo, si può fare anche subito.

di Redazione Il Posticipo

Sic transit gloria mundi. Il Milan ha in serbo, anzi, in croato, cessioni eccellenti. In 90 giorni, il mondo di Kalinic si è rovesciato. Uscito fra applausi e rose il 17 settembre dopo la doppietta all’Udinese, subissato di fischi nelle ultime uscite. Nikola Kalinic sarà anche il centravanti di manovra che Montella riteneva necessario per il suo Milan, perchè gioca per i compagni più che per se stesso. Già. Fisico da centravanti, piedi da trequartista e quoziente reti da bidone. Ora, però, che l’aeroplanino è nell’hangar, il suo pupillo potrebbe spiccare il volo. Nikola Kalinic potrebbe fare le valigie già a gennaio. E andare in Cina.

Sulle orme di Marco Polo?

Beh, non è cosi impossibile. Anche perchè le quotazioni del calciatore sono in picchiata. Tranne che in Cina, dove Cannavaro potrebbe costruirgli ponti d’oro con il suo Evergrande. Il suo addio non susciterebbe alcuna crisi. Anzi. Già la scorsa estate il croato era stato accolto con qualche mugugno. Figurarsi adesso. E se davvero dall’altra parte del mondo sono pronti a staccare un assegno da 30 milioni di euro, beh il Milan ce lo accompagna all’aeroporto. Cattivi? Piuttosto realisti. L’operazione si compirebbe per necessità. Presto l’UEFA si farà sentire e rientrare dalle spese è imprescindibile. Anche per questo l’operazione Dembelè, ipotizzata fra le pieghe del mercato, è poco plausibile. Il Milan deve incassare piuttosto che acquistare. Nè può autofinanziarsi in quanto deve prima stabilire un piano di rientro. E comunque c’è già chi è in rampa di lancio…

Il sostituto è pronto

Cutrone, suo malgrado, è uno dei principali “responsabili” dellle difficoltà di Kalinic. Montella gli aveva concesso una chance nel calcio d’agosto, ma non si aspettava una risposta del genere. E si è un po’ incartato nelle scelte in attacco. Gattuso, lo ha già “battezzato”. É il suo figlioccio per grinta e personalità. Beh, difficile dargli torto. Cutrone sta al gol come Ringhio ai contrasti, ed è un attaccante da Milan. Patrick, a differenza del compgno, quando non trova la via della rete, recupera la partita successiva. Anche da un punto squisitamente tattico è il miglior centravanti del Milan. Kalinic lavora bene per la squadra, ma non ha grinta. Andrè Silva è uno splendido stoccatore, ma in quanto a partecipazione alla manovra lascia a desiderare. E comunque non è un centravanti. Dunque se l’attaccante croato dovesse fare le valigie, con il portoghese che continua a non trovare la via del gol in Serie A, l’idea di abituarsi a un Cutrone titolare  inamovibile non è affatto poco plausibile…

 

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