Kakà e il rapporto con Mourinho: “Ho provato a convincerlo che potevo dare di più, ma…”

Kakà e il rapporto con Mourinho: “Ho provato a convincerlo che potevo dare di più, ma…”

Non sempre andare al Real Madrid significa realizzare un sogno. E persino un Pallone d’Oro come Kakà ha avuto parecchie difficoltà. Il brasiliano ricorda un periodo in cui forse ha giocato e brillato meno di quanto avrebbe voluto. Anche a causa delle scelte di uno dei suoi tecnici…

di Redazione Il Posticipo

Non sempre andare al Real Madrid significa realizzare un sogno. E persino un Pallone d’Oro come Kakà ha avuto parecchie difficoltà a imporsi al Bernabeu. Intervistato da El Mundo, l’ex milanista ricorda i suoi trascorsi della Liga. Un periodo che gli ha dato parecchia soddisfazione, ma in cui forse ha giocato e brillato meno di quanto avrebbe voluto. Anche a causa delle scelte di uno dei suoi tecnici…

MADRID – “Mi è piaciuto tantissimo giocare al Real. In quattro anni abbiamo vinto una Liga, una Coppa di Spagna e una Supercoppa. Giocare al Real è un’esperienza unica per un calciatore, è stato un periodo fenomenale, a livello professionale e personale. Certo, mi sarebbe piaciuto giocare con più continuità in campo. All’inizio non ce l’ho avuta per problemi di infortuni, poi per scelta tecnica”. Scelta tecnica che ha un nome e cognome: Josè Mourinho…

CAMBIARE IDEA – Kakà ammette di aver cercato di far cambiare idea allo Special One, che spesso e volentieri non lo schierava… “Nei tre anni che ho passato assieme a lui a Madrid, ho cercato di convincerlo che potevo dare di più alla squadra, che potevo essere messo in condizione di dare una mano molto più di quanto stavo facendo. Però sono questioni tecniche. E non possiamo dimenticarci che giocavano grandissimi calciatori che erano in grado di cambiare le sorti di una partita, come Ozil o Di María. Ma ho provato comunque a convincerlo che potevo aiutare di più la squadra”.

FENOMENI – A proposito di allenatori, non si può non chiedere chi sia il migliore di tutti quelli avuti. E la risposta è più semplice…“Ho imparato da tutti a livello tecnico, tattico e personale. Però quello con cui ho avuto i migliori risultati è stato Carlo Ancelotti. Ha fatto in modo che dessi il meglio”. E alla classica domanda su Messi e Ronaldo, uno affrontato da avversario e uno avuto come compagno, il brasiliano è molto…equidistante. “È relativo, perchè prima bisogna stabilire i criteri per decidere chi è il più forte. Però per me i migliori sono Messi, Cristiano e Neymar. Mi piacciono tantissimo. Sono incredibili”.

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