La Juventus, Dybala e una clausola che non serve a nessuno

La Juventus, Dybala e una clausola che non serve a nessuno

Dybala è richiesto dai tutti i club più importanti d’Europa e non è detto che l’argentino non lasci la Juventus. Ma non ci sarà clausola sul suo contratto: ecco perchè.

di Redazione Il Posticipo
dybala

La fiducia è fondamentale in ogni tipo di relazione. Umana, ma anche lavorativa. E se viene a mancare, sono dolori. E chissà se Beppe Marotta si fida ancora di Paulo Dybala. L’argentino è uno dei pezzi forti del mercato mondiale e non passa giorno in cui qualche voce, qualche bene informato o l’analisi di qualche comportamento non lo indirizzi lontano da Torino. Real Madrid, Barcellona, Manchester United. Tutti lo cercano, tutti lo vogliono. Ma chi lo paga? E soprattutto, quanto? Il prezzo, si sa, lo fa il mercato. E con tutte queste pretendenti d’eccezione, l’idea che il cartellino della Joya possa attestarsi sul valore di quello di Mbappé non è da escludere.

Niente clausola per Dybala

Ma allora, perchè la Juventus non valuta l’inserimento di una clausola rescissoria nel contratto del suo numero 10? Semplice, perchè Marotta alle clausole non ci crede. Almeno in uscita, perchè come dimostrano i casi di Higuain e Pjanic, per il mercato in entrata sono uno strumento semplice ed efficace, quando ci sono i soldi per pagarle. Il problema si pone quando il calciatore decide di andarsene. A quel punto la clausola diventa uno strumento inaffidabile, perchè non rappresenterà mai il vero valore del calciatore. E tutto dipende da quanto mercato gira intorno al soggetto interessato.

Potrebbe essere troppo alta…

Prendiamo, per l’appunto, l’esempio di Dybala. Se l’argentino decidesse di lasciare la Juventus, fa sapere Marotta, verrebbe a mancare il presupposto di fiducia reciproca per il proseguimento del rapporto. Ma soprattutto, un eventuale acquirente avrebbe il coltello dalla parte del manico, forte della volontà del calciatore di accasarsi altrove. Se l’acquirente dovesse essere uno solo, magari con un pre-accordo già firmato, una clausola, anche altissima, sarebbe totalmente inutile. Il club che compra non la pagherebbe mai e a chi vende (in questo caso la Juventus) non conviene comunque tenersi in casa un giocatore scontento.

…ma anche troppo bassa

Se invece le pretendenti (e sembra questo il caso di Dybala) dovessero essere molte e ricche, persino una clausola a tre cifre potrebbe limitare le possibilità di incasso da parte della Juventus. Che a quel punto dovrebbe accontentarsi della cifra pattuita sul contratto e osservare il calciatore scegliersi la propria destinazione. E a questo equilibrio instabile va aggiunta anche un’altra variabile. L’effettiva volontà da parte del numero 10 di inserire la famosa postilla. Che, anche ammesso che ci fosse, andrebbe chiaramente a giocare al ribasso.

Insomma, un qualcosa che non conviene a nessuno. Se Dybala vuole lasciare la Juventus, si metterà al tavolo con Marotta e si valuteranno le richieste e le offerte, trovando una soluzione che soddisfi entrambe le parti in causa. Del resto, a Torino non si tiene nessuno controvoglia. Ma neanche si vuole svendere un patrimonio tecnico ed economico come l’argentino.

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