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Juventus, sosta amica oppure no?

La sosta è amica della Juventus? In realtà la pausa per le nazionali porta con sè alcune incognite: gli infortuni e il jet-lag...

Redazione Il Posticipo

Sosta benedetta? Punti di vista. La Juventus è apparsa stanca con la SPAL e ha bisogno di riposo. Ma non è detto che la pausa per le nazionali sia un beneficio. Anzi, per certi versi non lascia affatto tranquilli. In realtà rifiatano in pochi. Anzi, quasi nessuno. E quasi tutti lontano da casa. Molti titolarissimi rientreranno a poche ore dalla sfida di San Siro. Un esodo che non avrà certo fatto piacere ad Allegri, rimasto a Vinovo con un solo titolare a disposizione: Dybala, lasciato a casa da Sampaoli.

Una Juventus in giro per il mondo

Due infortuni hanno restituito alla Juventus anche Chiellini e Alex Sandro. I due sono rientrati, ma c'è ancora da valutare la consistenza delle problematiche. E comunque resta una fetta corposa  di Juventus titolare in giro per il Mondo. Higuain incrocerà Buffon in amichevole. Rugani e De Sciglio dovrebbero assistere alla sfida comodamente seduti in panchina per la serenità di Allegri e Marotta, che osservano cosa accade nel resto d'Europa. Dove sono impegnati Szczesny, Benatia, Pjanic, Matuidi e Khedira. Preoccupano, in particolare, i rientri di Mandzukic (la Croazia gioca a Miami) Douglas Costa (in Brasile) e Bentancur, due possibili cambi in corsa che rientreranno solo giovedì, a 36-48 ore dalla sfida di San Siro e con un bel fuso orario da smaltire.

Rischio infortuni

Sotto controllo anche il...cronometro. Sicuramente la Juventus avrà chiesto un minutaggio "parzializzato" per i propri calciatori, considerando anche che si tratta di amichevoli per sperimentare. Non essendoci punti in palio è una speranza legittima che i vari commissari tecnici possano ruotare uomini e moduli, risparmiando potenziali titolari. Il problema è quanto e se le preghiere della Juventus (e di tutte le altre squadre) saranno ascoltate. Del resto è un problema atavico. Far coincidere le esigenze delle nazionali con quelle dei club che, al netto del prestigio, farebbero volentieri a meno di mandare i propri calciatori in giro per il mondo. Anche perchè è complicato preparare un match in 36 ore.