Di Francesco e il dilemma delle due punte: la soluzione è il “lodo Capello”?

L’unico dubbio di formazione per Torino è chi inserire in avanti tra Schick ed El Shaarawy. E se il prescelto fosse il ceco, lo scenario tattico potrebbe cambiare per cercare di sorprendere la Juventus.

di Francesco Cavallini

A giudicare dalla girandola di cambi nell’undici iniziale che ha caratterizzato il match di Coppa Italia contro il Torino, Eusebio Di Francesco non dovrebbe certo avere dubbi riguardo la squadra da schierare all’Allianz Stadium contro la Juventus di Allegri. Nonostante il tecnico giallorosso sia uno degli allenatori che ha utilizzato più in profondità la rosa a sua disposizione, non è infatti complicato delineare gli uomini che rappresentano la formazione tipo della Roma. Alisson tra i pali, una retroguardia composta da Florenzi, Manolas, Fazio e Kolarov, a centrocampo De Rossi, Strootman e Nainggolan e in attacco… Già, in attacco. Qual è il tridente titolare giallorosso?

Unico dubbio, Schick o El Shaarawy?

Due elementi su tre sembrano ragionevolmente certi della maglia dal primo minuto a Torino, anche in funzione del turno di (semi)riposo concesso da Di Francesco contro l’altra squadra sabauda. Edin Dzeko sarà al centro dell’attacco, con la voglia di rifarsi dopo il calcio di rigore sbagliato in Coppa Italia. Anche Diego Perotti ha un penalty, forse meno pesante, da farsi perdonare e dovrebbe rappresentare un altro terzo del trio d’attacco. Un dubbio però forse il tecnico ce l’ha e riguarda colui che dovrà completare la batteria offensiva di fronte ai campioni d’Italia in carica. Ed è anche inutile cercare di basarsi sulla partita contro il Torino, perchè Patrik Schick e Stephan El Shaarawy hanno entrambi giocato dal primo minuto e fino al novantesimo. Nessun indizio quindi su chi sarà il prescelto.

Logica vorrebbe che fosse il Faraone a fare il terzo attaccante, se non altro perchè il ceco ha giocato due partite consecutive in quattro giorni per quasi 180 minuti totali, ovvero più della metà del tempo finora trascorso in campo. Ma c’è un fattore da non sottovalutare a favore del numero 14, cioè la rete che ha rimesso temporaneamente in gioco la Roma contro la squadra di Mihajlovic. Un gol da attaccante d’area di rigore, con quel cinismo che spesso e volentieri nelle ultime partite Di Francesco ha chiesto ai suoi. Volendosi basare sulla condizione psicologica, al momento attuale Schick dovrebbe sorpassare El Shaarawy nelle gerarchie. Eppure la partita con il Cagliari ha evidenziato ancora qualche difficoltà da parte dell’ex Samp nell’interpretare alla perfezione il ruolo dell’esterno destro, mentre gli ultimi minuti con il Toro, quelli passati a gironzolare attorno al subentrato Dzeko, hanno portato più occasioni e la rete.

Una soluzione ibrida per trovare la collocazione ideale a Schick

Come risolvere quindi il dilemma della posizione di Schick? Di Francesco, che di coppia d’attacco non vuole proprio sentir parlare, potrebbe scavare nei suoi ricordi tricolori e tirare fuori dal cilindro una soluzione ibrida, che potremmo definire “lodo Capello”. Una sistemazione offensiva simile a quella della Roma del terzo scudetto, in cui Totti agiva alle spalle di Batistuta, mentre Delvecchio attaccava partendo dalla sinistra. Con tutte le dovute proporzioni, un sistema ripetibile viste le caratteristiche dei calciatori giallorossi. Schick più accentrato per duettare nello stretto con il Cigno di Sarajevo e Perotti a svariare sul lato mancino con i suoi strappi, costringendo l’esterno destro della Juventus ad avere a che fare con lui e con Kolarov. Una scommessa affascinante, forse anche tatticamente pericolosa, dato che uno schieramento asimmetrico lascerebbe più scoperto il fianco destro della Roma agli assalti bianconeri.

La Roma può permettersi di rischiare a Torino

Ma se c’è un match contro la Juventus in cui i giallorossi possono (e devono) permettersi di rischiare, è quello della stagione in corso. Basta pensare allo scorso anno, quando la Juventus arrivava allo scontro diretto con quattro punti di vantaggio, divenuti poi sette dopo il gol vittoria di Higuain. Stavolta, anche uscendo sconfitti dallo Stadium, gli uomini di Di Francesco rimarrebbero comunque attaccati al treno delle big. Perchè se è vero che scenderebbero a -6 dai bianconeri, potrebbero comunque riavvicinarsi vincendo il match da recuperare a gennaio contro la Sampdoria. E poi le statistiche raccontano che delle quattro partite perse in stagione dalla Juventus, tre sono arrivate contro squadre che schieravano due punte e/o un trequartista tra le linee (Lazio e Sampdoria). Quanto basta per intrigare Di Francesco? Apparentemente no, almeno da quanto dichiara il tecnico. Ma si sa, tra il dire ed il fare…

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