Juventus-Real Madrid, storia di ricordi e di doppi ex

Alla Juventus tocca il Real di Zidane: una partita del cuore per il tecnico degli spagnoli. E non solo. Juventus e Real Madrid si sono scambiate tanti giocatori in tempi più e meno recenti.

di Riccardo Stefani

Manca poco al ritorno della Champions League. In questo percorso avevamo lasciato le italiane sorridenti dopo gli ottavi. La Roma aveva fatto pesare agli ucraini l’importanza di avere un Dzeko in più. Le due partite della Juventus invece, viste da molti come quattro o più prestazioni diverse per l’abilità di bianconeri e anche quella del Tottenham di rileggere continuamente la partita, hanno messo in luce la determinazione dei campioni d’Italia in carica. Ora però alla Juve tocca il Real di Zidane: una partita del cuore per il tecnico degli spagnoli. E non solo. Juventus e Real Madrid si sono scambiate tanti giocatori in tempi più e meno recenti, che hanno lasciato segni più o meno evidenti, più o meno positivi in maniera più o meno diretta. Andiamo a vederne alcuni.

ZINEDINE ZIDANE

Zizou è il primo della lista, se non altro per il ruolo che ricopre ora. Ma torniamo indietro al 1996: un Zinedine Zidane ventiquattrenne viene acquistato dalla Juventus di Marcello Lippi e nonostante fatichi nell’ambientamento trova la fiducia del gruppo e soprattutto di un certo Michel Platini, che se le inventa tutte per zittire le voci che rilegano il suo connazionale tra i bluff di calciomercato. Ci mette poco però Zizou a farsi amare dal pubblico bianconero che lo sosterrà nel trascinare i compagni per ben due volte in finale di Champions League contro Borussia Dortmund e Real Madrid. Non dimentichiamoci poi, che da giocatore della Juventus, Zinedine Zidane vince il Pallone d’Oro e non è poco. Poi però arriva il 2001 e Zizou lascia Torino accompagnato all’aeroporto dal sarcasmo dell’avvocato Agnelli che lo apostrofa come un giocatore più divertente che utile. Anche al Real all’inizio sembra arrancare un po’ per la concorrenza, ma poi trova i suoi spazi e il resto della storia è leggenda.

NICOLAS ANELKA

Una stagione e mezza (complessivamente) in…blanco-nero invece l’ha fatta un altro francese: Nicolas Anelka. L’attaccante, che ha dato senza dubbio il meglio di sé al Chelsea, arriva nel 1999 al Real Madrid dove riesce ad accumulare diciannove presenze con due goal. Ma si sa, a Madrid, un attaccante da due reti non basta e quindi Nicolas viene riaccolto in patria dal PSG. Il suo arrivo alla Juve è del tutto diverso: non si tratta più dell’attaccante promettente, ma dell’intrigante colpo a parametro zero che a trentaquattro anni (2013) si pensa possa ancora dare un contributo importante. Ma se nella capitale spagnola il francese riesce a segnare due goal, allo stesso numero corrispondono le presenze accumulate in bianconero. Non proprio un successone.

SAMI KHEDIRA

Passa un anno dall’addio di Anelka ed ecco che il necessario rinforzo a centrocampo della Juventus arriva proprio da Madrid. Si tratta dell’ex Bayern Monaco e campione del mondo Sami Khedira. Per molti altri sarebbe una sicurezza un giocatore così, ma nella Juve-schiacciasassi degli ultimi anni, specie se si è spesso alle prese con degli acciacchi si può essere messi in discussione. Sì, certo, ma quando Khedira è al 100%, è difficile per Allegri privarsene, anche se il tedesco con la tifoseria non sembra aver legato tantissimo.

GONZALO HIGUAIN

Dulcis in fundo, Gonzalo Higuain. Il Pipita ha vestito la maglia del Real Madrid per ben sei stagioni e dalle statistiche appare che più di una volta ogni due partite l’argentino ha lasciato il segno (190 presenze e 107 goal) nei tabellini dei Blancos. Ma poi, un po’ per la concorrenza di Benzema e un po’ perché non ritenuto indispensabile, Higuain trova gloria a Napoli dove vive tre stagioni da protagonista. A quel punto la Vecchia Signora, che paga la clausola alla società partenopea e il Pipita diventa il nove inamovibile dei bianconeri, quello che deve solo fare ciò che sa far meglio: spaventare la difesa e buttarla dentro.

Ma non dimentichiamo che questi non sono i soli casi. Ce ne sono anche di meno recenti ma sempre di gran spessore. Come quello di mister Carlo Ancelotti che dal ’99 al 2001 ha allenato i bianconeri rimediando due secondi posti in Serie A. Poi dopo otto anni a Milano, due al Chelsea e uno a Parigi Ancelotti riceve la chiamata dei Blancos: impossibile rifiutare, così dal 2013 al 2015 portandosi a casa una coppa del Re, ma soprattutto l’attesissima decima Champions League, con a corollario anche la Supercoppa Europea e il Mondiale per club.

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