Animo, Juventus: se puede…

La sfida con il Real Madrid appare impossibile, ma non è così: nell’arco dei 180′ la Juventus ha sempre eliminato le spagnole, sfruttando tattica e gestione del match.

di Redazione Il Posticipo

No mas. Non più. Juventus, questa volta non è Cardiff. Anche se il Real Madrid riporta alla mente brutti ricordi: la doppietta di Cristiano Ronaldo e la fine del sogno europeo, che mai come lo scorso anno sembrava alla portata. Questa volta, però, è diverso. E anche se il “Moreno” mette sempre paura, dieci mesi dopo l’infausta finale, è tutta un’altra storia.

Spagnoli già “matati” nel doppio confronto

Sfidarsi sulla distanza dei 180′ di gioco è tutta un’altra cosa rispetto a una finale secca, dove non esiste un domani. Nella doppia sfida è anche possibile gestire il risultato, le forze e cogliere il momento. Al limite, anche speculare. Il primo elemento da considerare è proprio il tempo. Può sembrare banale, ma la Juventus non sbaglia mai due partite consecutive e comunque, da un punto di vista tattico e difensivo, appare superiore al Real Madrid. E nell’ottica della doppia sfida è fondamentale non subire gol. In questo senso, la Juve sfruttando la gestione in fase di non possesso, del match, può annullare la superiorità tecnica del Real. Gli succede in generale , con le spagnole. E c’è un precedente incoraggiante, anzi due: e risalgono al 2015 e al 2017. Juventus e Real Madrid s’incrociano nel doppio confronto e le merengues sono eliminate: 2-1 a Torino, 1-1 al Bernabeu. Nel 2017, ancora contro una spagnola, la Juventus concede il bis: 3-0 secco all’Allianz Stadium e 0-0 al Camp Nou.

La chiave è Allegri…

Due finali secche con le spagnole, altrettante sconfitte. Due incroci sui 180’ e altrettanti passaggi del turno. Non è una coincidenza. La chiave è Massimiliano Allegri, un tecnico capace come pochi, anzi nessuno, di leggere le pieghe della partita. Il Real Madrid non appare l’invincibile armata di qualche mese fa e anche il passaggio del turno col PSG è stato agevolato dalla scelleratezza tattica di Emery che non ha saputo gestire il vantaggio al Bernabeu. Allegri, dal punto dei vista dei cambi, invece, non concede nulla. Anzi, spesso trova dalla panchina la chiave per sbloccare o modificare i destini del match. Basti pensare a Tottenham- Juventus e alla sfida con il Milan, decisa dai cambi in corsa. Proprio quelli mancati nella finale di Cardiff. Ma quando ci sono un’andata e un ritorno, il tecnico riesce sempre a gestire uomini e ricambi…al Max. Quindi animo Juventus, perchè la storia insegna che se puede.

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