Il pagellone di fine anno – Juventus, 363 giorni perfetti

Mandiamo in archivio il 2017 con le pagelle dell’anno di calcio che sta terminando. Per la Juventus un’annata piena di trionfi e due macchie: la serata di Cardiff e la Supercoppa Italiana.

di Redazione Il Posticipo

Un anno quasi perfetto, quello del 2017 bianconero. Per la Juventus 365 giorni splendidi, tranne due. Quelli delle due finali. Una a Cardiff, l’altra a Roma. Due macchie che però non rovinano il grandissimo lavoro svolto da Allegri, che ha sfiorato il triplete. Ci riproverà l’anno prossimo. E non è detto che non ci riesca. Ecco intanto il pagellone di fine anno.

10 – Gigi Buffon, basta la parola

Il voto più alto della stagione va senza dubbio al capitano bianconero. Una stagione straordinaria. Ci mette mani e piedi in campo e la faccia fuori. Protagonista assoluto, quanto eroe sfortunato. La notte di Cardiff e la delusione di San Siro contro la Svezia sono spine nel fianco immeritate. O forse il Dio del calcio ha in mente un’idea precisa, considerando che la sua ultima partita con la Juventus potrebbe disputarsi il 26 maggio a Kiev…

9 –  La pazienza di Massimiliano Allegri

Non il massimo dei voti perchè non centra il triplete. E anche se ci fosse riuscito, avrebbe comunque avuto Buffon davanti a lui. Ma un 9 se lo merita tutto, perchè è uno degli allenatori più vincenti e anche più pazienti della storia bianconera. Non bastassero tre scudetti e tre Coppe Italia, gli si rimprovera di non aver vinto la Champions. Come fosse facile centrare due finali in tre anni. Meriterebbe maggiore considerazione.

8 – La correttezza di Marchisio

Voto perfettamente aderente al numero di maglia che indossa. Mai una polemica, nè una parola fuori posto. Assolutamente perfetto. Principesco. Non è più un titolare, ma nonostante ciò non fa mai mancare impegno nè attaccamento alla Juventus. Il migliore di chi si siede in panchina. Per distacco.

7 – Higuaìn bravo, ma non decisivo

Il centravanti argentino, al suo primo anno in bianconero non delude le attese. Valanghe di gol dopo in avvio difficile. Purtroppo però, pecca ancora una volta all’appuntamento decisivo. Nella finale di Cardiff, quando tutti si aspettavano un zampata, si è eclissato. Come troppo spesso gli accade quando il pallone pesa davvero.

6 – Dybala, fra genio e sregolatezza

Ha i mezzi, ma a volte non si applica. Il voto a Dybala è la media perfetta tra il suo talento (10) e il modo in cui lo sfrutta (2). I paragoni con Messi si sprecano quando tra marzo e settembre l’argentino vola alto. Poi arriva un’improvvisa quanto ingiustificata sparizione dalle scene. Si è ripreso all’ultimissima giornata, giusto in tempo per strappare la sufficienza. Ma se uno come Pavel Nedved che parla poco e si fa vedere ancora meno lo richiama alla professionalità, significa che qualcosa non va.

5 – Benedikt Howedes

Unico acquisto mediocre di una campagna acquisti molto intelligente. Voto basso non perchè non sia all’altezza della situazione, quanto per l’incapacità (causa reiterati infortuni) di rendersi utile alla causa. Ma nessuna bocciatura, piuttosto il tedesco è rimandato, nell’attesa di vedere quanto valga.

4 – La scelta di Bonucci

C’è modo e modo di lasciarsi. E Leonardo Bonucci ha scelto di gran lunga il peggiore. Dopo tante dichiarazioni d’amore, è bastato un (presunto) screzio per mandare all’aria una storia lunga sette anni? Poteva e doveva uscirne meglio. E probabilmente si è già pentito della scelta compiuta nella scorsa estate.

3 – L’irriconoscenza di alcuni tifosi

D’accordo la delusione per il mancato trionfo in Europa, ma contestare Allegri e una gestione societaria che, da quando ha preso le redini della Juventus, l’ha riportata in cima all’Italia e stabilmente al top in Europa è un esercizio veramente incomprensibile. Agnelli, Marotta e Paratici ci hanno fatto il callo. Contestati a luglio, vincenti a maggio. Eppure, c’è chi ancora riesce a non avere fiducia…

2- A chi ha bocciato De Sciglio

Il “2” identifica per eccellenza il ruolo di esterno destro basso. E in una posizione molto delicata per gli equilibri di squadra, la scelta di Allegri è caduta su Mattia De Sciglio, massacrato quasi preventivamente dopo le prime apparizioni. Ritrovata la forma, il pupillo di Allegri sta facendo ricredere i più scettici, ai quali spetta una bella insufficienza.

1-  Il comportamento di Dani Alves

Appena sopra lo zero la condotta di Dani Alves, che lascia i bianconeri dopo un anno e si permette il lusso di diffondere leggende metropolitane sullo spogliatoio della Juventus. Un atteggiamento davvero poco professionale, che lascia intendere il perchè la sua avventura a Torino sia stata così breve…

0- Il secondo tempo di Cardiff

Quarantacinque minuti da incubo, forse i peggiori della storia recente della Juventus. E pensare che nel primo tempo la squadra bianconera aveva retto l’urto del Real Madrid, raggiungendo i Blancos dopo il primo svantaggio con una reazione da grandissima squadra e con un eurogol di Mario Mandzukic. Cosa è successo nell’intervallo in Galles? Ancora oggi una domanda che lascia privi di risposte. E che, in qualche maniera, avvelena un’annata che comunque resta indimenticabile.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy