Juventus, la paura fa novanta

Ora la Juventus vede il Napoli molto vicino. E a Torino si percepisce davvero la paura, la stessa che ha bloccato la squadra di Allegri contro quella di Sarri.

di Redazione Il Posticipo

A quattro partite dalla fine del campionato, la Juventus sente il fiato del Napoli sul collo. La rete di Koulibaly a recupero appena iniziato rischia di capovolgere le gerarchie di questo campionato, improvvisamente riapertosi, anzi, quasi ribaltatosi in neanche centoventi minuti. Al minuto 64 della giornata precedente i bianconeri erano a +9 sulla squadra di Sarri. Ora, all’improvviso, se la ritrovano a -1 e con un calendario più agevole. Per vincere lo Scudetto, la Juventus dovrà battere Inter e Roma lontano dall’Allianz. Fattibile, ma non semplice. E ora, per la prima volta negli ultimi anni, a Torino si percepisce davvero la paura.

PAURA BIANCONERA – La stessa paura che ha contraddistinto il match-clou della stagione, almeno dal punto di vista bianconero. Una Juventus contratta, per meriti del pressing del Napoli ma anche per demeriti suoi. Affrontare gli avversari con nove giocatori di movimento dietro il pallone è un po’ una novità per Allegri e per i suoi e dalla mancanza di capacità di ripartire si capisce che la Signora soffre più del dovuto. Squadra stanca fisicamente, sempre in ritardo sulle seconde palle, ma soprattutto spaventata dalle conseguenze di un possibile gol del Napoli. E se difesa e centrocampo in un fazzoletto, per un 5-4-1 bruttino ma efficace, riescono a reggere il muro, tra una crepa e l’altra, crolla per un episodio.

BENATIA E ALLEGRI RECIDIVI – Sempre nel recupero, sempre nei dintorni di Benatia. Il marocchino è recidivo, perchè dopo il fallo-non-fallo su Vazquez a Madrid (e comunque qualcuno, cioè lui, se lo era comunque perso in area al minuto 93) è proprio il marocchino, quando il cronometro ha appena segnato novanta, a non avere la forza di opporsi ad uno straripante Koulibaly. Che sarà anche impossibile da fermare quando parte in terzo tempo, ma che comunque salta totalmente indisturbato perchè il suo marcatore non riesce a stargli dietro. Benatia recidivo, ma anche Allegri. Che stavolta, complici infortuni ed una forma fisica non eccellente dei suoi, non riesce ad incidere sulla partita. E, come ormai sei anni fa quando allenava il Milan e dall’altra parte c’era la Juventus di Conte, vede lo spettro del sorpasso avvicinarsi sempre di più. Certo, la Juventus resta padrona del proprio destino e con 12 punti è comunque Campione d’Italia. Ma con in campo la paura, gli avversari giocano costantemente in uno in più…

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy