Allegri panchina il talento: perchè fuori sia Dybala che Douglas Costa?

Nel big match con l’Inter, Allegri ha preferito non rischiare, accontentandosi forse di un pareggio. Ma la scelta di lasciare fuori Dybala e Douglas Costa pesa su una partita che la Juventus doveva interpretare diversamente.

di Redazione Il Posticipo

Che nel big match dello Stadium Allegri si aspettasse un’Inter compatta e intenta più a distruggere che creare, è stato subito chiaro dalla formazione. Il tecnico della Juventus ha infatti deciso di ribattere colpo su colpo, schierando una Juventus dal centrocampo folto e con davanti velocità (Cuadrado) e combattività (Mandzukic). È mancato però, e la partita bianconera ne ha risentito parecchio, il talento. La decisione di Allegri di lasciare in panchina Dybala, seppure in un periodo di calo di forma abbastanza evidente, e soprattutto Douglas Costa, che con i suoi strappi aveva risolto il match contro il Napoli, ha trasformato la Vecchia Signora. E non in positivo.

Mandzukic e Cuadrado non mettono a segno la stoccata

E se è vero che i due che hanno preso il loro posto hanno a conti fatti creato i maggiori problemi alla retroguardia dell’Inter, questo è avvenuto solo a causa di evidenti mismatch con i propri marcatori. Mandzukic è fisicamente molto più prestante di D’Ambrosio, il che ha inciso nelle chance che il croato ha avuto di portare in vantaggio la Juventus, soprattutto quando la palla arrivava a scavalcare l’interista. Dall’altro lato Cuadrado è spesso sfuggito a Santon, che ha dovuto anche utilizzare le maniere forti per fermarlo, ma alla fine non ha mai regalato ai bianconeri lo spunto che serviva per sbloccare un match complicato, in cui gli avversari si sono difesi bene e con ordine.

Dybala e Douglas Costa, la fantasia incatenata in panchina

Ordine che si combatte con il caos, la fantasia, il talento puro. Esattamente quello che Allegri ha lasciato in panchina rispettivamente per 75 e 90 minuti. Dybala è entrato per Khedira, facendo tornare la Juventus al 4-2-3-1 tutta fantasia che lo scorso anno tante soddisfazioni aveva regalato alla Signora. Costa invece non è neanche sceso in campo, nonostante l’allenatore livornese avesse ancora una sostituzione a disposizione. E anche l’altro cambio effettuato, quello che ha visto uscire Pjanic per Bentancurt, non ha fatto altro che abbassare il tasso tecnico della squadra, che alla fine si è omologata al tipo di partita che stava facendo l’Inter e ha cercato di sfondare più con la forza fisica che con quella delle idee. Senza qualcuno intorno ad inventare, Higuain è stato facilmente braccato dalla coppia difensiva di Spalletti e il gioco della Juventus si è dipanato in maniera anonima e prevedibile.

Allegri si accontenta, ma rischia critiche feroci

Certo, l’Inter non ha praticamente mai infastidito Szczesny e la difesa ha sempre gestito bene, rendendo totalmente inoffensivo il tridente Icardi-Perisic-Candreva. Ma è anche e soprattutto per questo che la Juventus esce dall’Allianz con più di qualche recriminazione. Il pareggio, in fondo, sta molto meglio ai nerazzurri che ai bianconeri. Che dopo la vittoria contro il Napoli perdono un po’ di convinzione nei pochi mezzi. È mancata la scintilla, quella che al San Paolo è partita dai piedi di Douglas Costa, quella che nel quarto d’ora Allegri si aspettava da un Dybala spento e lontano parente di quello che a inizio campionato segnava due reti a partita. Il tecnico della Juventus ha preferito non rischiare, accontentandosi forse di un pareggio nella consapevolezza che una sconfitta sarebbe stata devastante dal punto di vista del morale. Ma anche le panchine dei due talenti, incatenati nella notte in cui potevano e dovevano brillare, possono avere ripercussioni. E a quel punto, le critiche ad Allegri si farebbero molto più forti di quanto già non siano.

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