La rivincita di De Sciglio: come Mattia è tornato se stesso

Quella di Mattia De Sciglio sembrava una storia già vista. Inizio carriera scintillante, poi una flessione. Ma con la maglia della Juventus, sta dimostrando a tutti di poter essere grande.

di Francesco Cavallini

Quella di Mattia De Sciglio sembrava una storia già vista. Giovane terzino lanciato nel calcio che conta da un club milanese, prime stagioni da stropicciarsi gli occhi e poi un lento ma inesorabile calo. Al punto che poi il ragazzo è costretto a lasciarsi la Madonnina alle spalle. Finora potremmo anche decidere di chiamarla “sindrome di Santon”. Ma, a differenza del collega in forza all’Inter, De Sciglio non torna sui suoi passi. Anzi, va avanti con forza su una nuova strada, che si chiama Juventus. Nonostante qualche critica di troppo. Un inizio stentato e un infortunio, quanto basta per una mezza bocciatura. Ma il classe ’92 è forte. E, con le unghie e con i denti, si è ripreso i riflettori.

Fattore Allegri

Lo ha fatto per se stesso e per chi ha sempre creduto in lui. Per Massimiliano Allegri, che ai tempi del Milan si era innamorato di quel ragazzo delle giovanili che indossava la maglia 52. Lo fa esordire e pian piano lo inserisce nel tessuto della sua squadra. Gli fa conoscere la Serie A, la Champions League. Poi, di colpo lo abbandona. Non è certo colpa di Allegri, ma il suo esonero segna la svolta, in negativo, della carriera di De Sciglio. Nel turbinio di tecnici e situazioni tattiche che ha seguito l’addio del tecnico toscano, il terzino ha trovato sempre meno spazio, fino a maturare la decisione di lasciare il Milan. E ad attenderlo a Torino c’era proprio il suo mentore. Che lo ha seguito, inserito nella mentalità Juventus e lo ha protetto dalle critiche. Ed i fatti (come in molte altre scelte) gli stanno dando ragione.

Fattore gol

Al punto che, oltre alle scintillanti prestazioni che gli stanno valendo le scuse di chi lo aveva prematuramente bollato come un terzino non da Juventus, nella stagione d’esordio a Torino è arrivato anche il primo gol in carriera, peraltro di ottima fattura. Una novità assoluta, con De Sciglio stesso che non ha avuto problemi ad ammettere di non avere la più pallida idea di come esultare. Una rete può essere casuale, ma dice molto del momento del laterale bianconero. Abbandonate le timidezze e le paure che nelle prime esperienze juventine sembravano inchiodarlo nella sua metà campo, il numero 2 è tornato terzino vero, capace di fare la differenza sia in fase offensiva che difensiva. Esattamente ciò che serve ad Allegri.

Fattore…De Sciglio

Il vero segreto di questa rinascita? Tanta personalità, esattamente quella dote che pochi, anche nel miglior periodo rossonero, gli hanno saputo riconoscere. La capacità di metabolizzare le critiche e trasformarle in stimoli positivi. E soprattutto quella di far cambiare idea a chi lo criticava, al punto che nella partita contro il Bologna la tifoseria bianconera ha idealmente abbracciato De Sciglio, tributandogli un coro personalizzato, come si confa agli idoli della curva. Nonostante un’eredità pesante, quella di Dani Alves, e le tante voci di mercato riguardanti diversi terzini destri, l’impressione è che la Juventus possa aver trovato a luglio l’esterno che cercava. E anche se a gennaio dovesse arrivare qualcuno da quel lato, avrà di certo un concorrente difficile da superare.

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