Juventus, c’è ancora da stare Allegri?

In un momento di transizione, la Juventus deve capire cosa fare del prossimo futuro. Continuare con Allegri o virare decisamente rotta?

di Redazione Il Posticipo

Juventus, momento delicatissimo. Nella sfortuna di aver incontrato il Real Madrid c’è la fortuna di poter assorbire il trauma della sconfitta giocando contro il miglior avversario possibile. Il Benevento, al netto dell’entusiasmo di una giornata straordinaria e forse irripetibile contro il Verona, è lo sparring partner ideale per lasciarsi alle spalle la notte di Champions. Anche se l’eredità è pesantissima. Il dubbio, enorme: proseguire con Allegri o cercare strade diverse? Va tutto sciolto in fretta, anche perchè il mercato incombe e una cosa è costruire la Juventus per il tecnico toscano, un’altra è scegliere in virtù di chi sarà seduto in panchina nella prossima stagione.

Perchè Allegri deve restare

La Juventus ha un motto: vincere non è importante, è l’unica cosa che conta. Partendo da questo concetto di base, Allegri è intoccabile. Nel suo quadriennio la Juventus è sempre arrivata in fondo alla Champions negli anni dispari (2015 e 2017) fermandosi ai quarti nei pari (2016 e, con ogni probabilità, 2018). In Italia, però, ha dominato: tre scudetti, altrettante coppe nazionali. E tutto lascia credere che il tecnico toscano possa centrare il poker. Quanto basta per essere riconfermato? Assolutamente sì, anche perchè, al netto delle vittorie, Allegri è anche un grandissimo tecnico. Forse il migliore in assoluto nel leggere le partite in corsa e apportare i cambi necessari. Nonchè quasi imbattibile nella gestione di ritmi e di uomini. Un gestore con uno straordinario senso tattico. Come lui, in giro, ce ne son pochi.

Perchè Allegri deve andarsene

Se la Juventus ha in mente un nuovo ciclo, specialmente partendo dai giovani, forse è il caso di cambiare. Allegri è uno straordinario gestore ma non brilla come uomo di campo. Sensibilità straordinaria durante la partita, ma non ha un’impronta decisa sulla squadra. Nel senso che le sue Juventus sono state spesso equilibrate, ciniche e spietate. Difficilmente, però, belle. I suoi detrattori si aggrappano all’estetica e all’incapacità cronica di vincere in Europa, rimproverando al tecnico la scarsa competitività. Allegri, è innegabile, ha quasi vinto sempre senza concorrenza. I competitor si sono alternati negli anni senza mai insidiare la Juventus. Questo è il primo campionato davvero combattuto punto a punto. Dovesse perderlo, il suo addio sarebbe inevitabile. Anche perchè il rapporto con i tifosi non è mai sbocciato. Ad Allegri non si perdona nulla, con delle pretese al limite dell’ingratitudine verso un tecnico che già l’anno scorso ha meditato l’addio. E qualora certe situazioni si ripresentassero, come lo scontro con alcuni leader (Tevez, Vidal, Bonucci, solo per citarne alcuni) questa volta sì, il tecnico toscano potrebbe davvero lasciare.

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