Juanfran non dimentica: “Lisbona e Milano, due cicatrici incancellabili”

Juanfran non dimentica: “Lisbona e Milano, due cicatrici incancellabili”

Squadra nuova, continente nuovo e vita nuova. L’ex esterno dell’Atletico però non riesce a dimenticare le due finali perse in modo rocambolesco con il Real Madrid.

di Redazione Il Posticipo

Squadra nuova, continente nuovo e vita nuova. L’ex esterno dell’Atletico però non riesce a dimenticare le due finali di Champions perse in modo rocambolesco con l’Atletico Madrid. Nella sua presentazione ufficiale con il San Paolo, come riportato da AS, il giocatore ha ripercorso le tappe della sua carriera: vuole continuare a vincere in Brasile. Forse anche per dimenticare…

CHAMPIONS – Juanfran ha un rimpianto. Anzi due. Le finali di Champions: due derby persi in tre anni ed entrambi in modo del tutto rocambolesco. La prima, nel 2014 a Lisbona: l’Atletico aveva praticamente in mano la Champions, ma all’ultimo minuto dei tempi regolamentari, Ramos trova il colpo di testa che permette al Real di impattare il match sull’1-1 e raggiungere i supplementari. E poi finisce malissimo. Il Real alza la “Decima” vincendo 4-1.  Nel 2016, il bis, a Milano, è  anche peggio. Nella rivincita, l’Atletico perde ai calci di rigore. E nella serie decisiva il suo errore è pesantissimo. “Queste cicatrici ti restano per tutta la la vita ma aiutano. Ti spingono a migliorare e a cercare sempre nuovi traguardi”.

LIBERTADORES – In questo senso una Libertadores potrebbe aiutare? “No, perchè ogni trofeo è una storia a se. Io ho giocato una decina di finali con l’Atletico Madrid e ne ho perse solo due. Sono venuto al San Paolo perché voglio vivere una nuova esperienza di vita come calciatore e come uomo. La città è bellissima, mia moglie e i miei figli sono felicissimi di vivere qui e spero che il mio arrivo, come quello di altri miei colleghi possa aprire le porte a tanti altri giocatori desiderosi di venire a giocare qui in Brasile. Personalmente avrei potuto continuare a giocare un altro anno a Madrid. Simeone voleva che restassi, e anche la tifoseria mi ha manifestato il proprio affetto, ma ho preferito continuare qui”. Con la stessa maglia, la numero 20, che indossava all’Atletico.

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