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Jovicevic, nuovo allenatore dello Shakhtar: “Non sono un eroe, la mia è una scelta precisa”

Jovicevic, nuovo allenatore dello Shakhtar: “Non sono un eroe, la mia è una scelta precisa” - immagine 1
Dopo un passato al Real si è sposato a Valladolid e poi ha aperto un bar a Marbella. In Ucraina ha fatto di tutto prima di tornarci per allenare.

Redazione Il Posticipo

Igor Jovicevic dopo un passato al Real si è sposato a Valladolid e poi ha aperto un bar a Marbella. In Ucraina ha fatto di tutto prima di tornarci per allenare. Subentrato a De Zerbi sulla panchina dello Shakhtar Donestk in esilio forzato in Polonia a causa dell'invasione russa. Jovicevic parla con AS del ritorno in un campionato ucraino .

CORAGGIO

Operazione - coraggio. "Stavo pensando di tornare in Ucraina. Lo Shakhtar gioca in Europa da tredici anni consecutivi, è una delle squadre simbolo del paese. Lavoro ogni giorno con il sogno di poter ascoltare l'inno della Champions League. Avevo la possibilità di prolungare il mio contratto con il Dnipro. Sono qui da vent'anni, quando giocavo per il Lviv Karpaty. Mi è sempre piaciuta questa gente. Mi sento per un terzo ucraino, oltre che croato e spagnolo. Giocheremo la prima partita il 23 agosto, il giorno della festa nazionale, ma non sappiamo ancora in quale città dell'Ucraina e contro chi. È stato deciso che giocheremo in Ucraina per sostenere le persone che stanno difendendo il Paese. In Ucraina cadono bombe ovunque. Ci sono sirene che avvertiranno se pochi minuti prima che inizi una partita c'è il rischio di attacco. Non è normale, ma è quello che è. Non sono un eroe, è stata una scelta volontaria".

DIFFICOLTÁ

Inevitabile che vi siano disagi anche a livello di mercato. "Quando è iniziata la guerra, la FIFA ha dato ai calciatori stranieri l'opportunità di andare in prestito in altri club fino alla fine del conflitto. I nostri brasiliani se ne sono andati, giocatori con un valore di 20 milioni di euro venduti per cinque o sei milioni. Il club non ha la forza per proteggere i suoi beni, il valore è crollato a causa della guerra. Vediamo se riusciamo a convincere gli stranieri a venire qui. È un grosso problema che non tocca club come la Dinamo, ad esempio, che ha la maggioranza dei giocatori della nazionale ucraina. E poi c'è chi si è arruolato. In ogni caso siamo pronti. Lo Shakhtar vuole mostrare al mondo e attraverso il calcio che il Paese è vivo, è una grande responsabilità".