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Il diario di Curtis Jones, dal sobborgo ad Anfield: “Toxteth mi ha reso quello che sono. Non posso fallire”

Curtis Jones giovanissimo talento cresciuto nei sobborghi della città, in gol contro l'Aston Villa. Talento e idee chiare in una intervista "profetica"....

Redazione Il Posticipo

Il Liverpool è tornato. E mette in vetrina baby Jones. Curtis, 19 anni, è considerato all'unanimità il miglior talento prodotto negli ultimi tempi dall’accademia dei Reds. Il centrocampista aveva già firmato due reti: la prima in FA Cup decisiva,  nel derby contro l’Everton, la seconda contro lo Shrewsbury, il 26 gennaio. All’89’  è arrivata anche la prima gioia in Premier. Gli sono stati sufficienti 300 secondi per trovare la rete. Considerando che sinora ha giocato 24'... Niente male per un ragazzo nato a Liverpool e tifoso dei  reds sino al midollo

TOXTETH - Curtis Jones è del Toxteht. Non uno dei quartieri dove, potendo scegliere, si nascerebbe a Liverpool. Il classico quartiere popolare: cemento e mattoni. E spesso il pallone è l'unica via di fuga dai guai. In una intervista di qualche mese fa all'Independent, Jones si è raccontato. "In cima alla mia strada c'è una scuola elementare. Scavalcavamo il recinto e giocavamo. Sono cresciuto come un ragazzo di strada. Ricordo mia madre tremare per il freddo durante i miei allenamenti. Questo mi ha spinto a crescere con fiducia e coraggio".

TALENTO - Il talento è indiscutibile. Jones è ha trascorso l'intera stagione allenandosi, aspettando il suo momento. "Tutti dicono che  sono spavaldo.  In realtà, voglio cogliere l'opportunità, perché so che è una occasione da non fallire. Sono anche consapevole che devo aspettare il momento giusto. In questa squadra ci sono alcuni dei migliori giocatori al mondo".

GERRARD - Anche Klopp gli ha mostrato fiducia. " Klopp parla a tutti i calciatori. E a me dice cosa devo migliorare. So che ha fiducia in me. Essendo un ragazzo del posto, il mio sogno è quello di giocare per il Liverpool". La testa a posto, però, gliel'ha messa Gerrard. "All'inizio non ho preso il calcio come avrei dovuto. Avevo  problemi fuori dal campo. Gerrard però è stata la persona perfetta al momento giusto. Era l'allenatore che mi ha davvero detto su cosa dovevo lavorare. Ho lavorato per questo momento. Quando scendo in campo, ho bisogno di brillare. Voglio mostrare il talento". E sinora ha mantenuto la promessa...