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I ricordi di Joe Cole: “Mou ha trasformato il Chelsea, Ancelotti mi faceva bere la grappa”

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A Josè Mourinho i bravi ragazzi piacciono, ma fino a un certo punto. Secondo il portoghese, i bravi ragazzi non vincono le partite. E Joe Cole spiega come il tecnico abbia trasformato il Chelsea in questo senso...

Redazione Il Posticipo

A Josè Mourinho i bravi ragazzi piacciono, ma fino a un certo punto. Secondo il portoghese, i bravi ragazzi non vincono le partite. Questo il succo del discorso fatto al Tottenham pochi giorni dopo il suo arrivo, un qualcosa che certamente lo Special One avrà ripetuto anche ai calciatori della Roma. E Joe Cole, che ha lavorato con lui al Chelsea, spiega a The Greatest Game, il podcast di Jamie Carragher, che anche a Stamford Bridge il tecnico ha totalmente trasformato il club.

ORRIBILE - A partire dall'atteggiamento dei calciatori. "Noi odiavamo il Liverpool e il Manchester United, ma è Josè che ci ha resi così. Il Chelsea era un club simpatico prima di Josè, no? Avevamo un bellissimo bar per i giocatori, i ragazzi delle altre squadre potevano venire a giocare con noi e poi potevamo andarcene in giro la sera per Londra. Era un bel club prima e José lo ha riconosciuto, ma ha detto 'voglio trasformare questo gruppo nei peggiori giocatori da affrontare e tutti quanti mi odieranno'. E noi lo abbiamo accettato".

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RIMPROVERI - Ma anche i non più bravi ragazzi erano sempre a rischio...asciugacapelli. "Aveva sempre qualcosa da ridire con me e con gli altri. Una volta, dopo che abbiamo perso al Camp Nou, ci siamo messi seduti e ci ha presi uno a uno, personalmente, mettendo in croce tutti. Poi è arrivato da me, pensavo mi avrebbe dato un sinistro in faccia, ma ha guardato me e Duff e ha detto che ce la siamo cavata".

GRAPPA - Ma per Cole, meglio il metodo Ancelotti. "Quando è arrivato abbiamo fatto una cena di squadra, io sono arrivato tardi ed era rimasto solo il posto vicino ad Ancelotti. Arrivo e penso 'oh m***a, adesso devo sedermi vicino al mister'. L'ho fatto e lui come prima cosa mi dà un bicchiere di grappa. Ho pensato fosse un test, quindi l'ho bevuta, grazie boss. E lui me ne ha versato un altro. Praticamente, abbiamo passato la notte io e Carlo a farci bicchieri di grappa. Anche quando non mi faceva giocare, io gli volevo comunque bene, era splendido per come ci trattava".