Joaquin: “Sono così forte perchè mi hanno allattato sino a sei anni. Mou un grande. Koeman non merita di essere nominato”

Il calciatore del Betis parla della sua carriera, senza risparmiare curiosità e aneddoti…

di Redazione Il Posticipo

Joaquín Sánchez ha rilasciato un’ampia intervista al Daily Mail e ripresa dal Mundo Deportivo in cui ripercorre tutta la sua carriera e dove parla, tra molte altre cose, sia della sua longevità fisica che di Mourinho. E sottolinea il suo complicato rapporto con Ronald Koeman quando i due si sono incrociati a  Valencia.

INNOMINATO  – Rapporti veramente pessimi con il tecnico olandese: “Non ho neanche intenzione di nominarlo. A Valencia ho passato un periodo particolarmente complicato. Nello spogliatoio c’erano dei giocatori che erano stati messi fuori rosa. Ogni mattina la situazione era davvero tesissima. Se ti alzi la mattina e non hai voglia di andare ad allenarti né di entrare nello spogliatoio significa pur qualcosa”.

NO – Un no storico, invece, è stato quello a Mourinho che era andato sino a Siviglia per convincerlo: “Non volevo andare alla riunione. Sapeva che se fossi andato, sarei finito in Inghilterra. Quindi non mi sono presentato. Poi ho parlato con Mourinho e mi sono scusato. E lui mi ha ringraziato per la sincerità”. Un no anche al Real Madrid. So di aver perso un’occasione importante per giocare per una grande squadra e vincere un sacco di soldi, ma non era proprio quello a cui stavo pensando in quel momento. A volte i giocatori accettano le offerte anche con la consapevolezza di non ricoprire un ruolo importante nel nuovo club. Di solito quando si riceve un’offerta da un club potente è difficile rifiutarla, ma a volte si dimentica la cosa più importante, che è giocare”.

LONGEVO – Joaquin gioca ancora. A dispetto della carta d’identità. 39 anni.  Il segreto è la… mamma. “Mi ha allattato fino a quando avevo sei o sette anni. Il medico dice che è per questo che sono così forte. Quando superi i trent’anni, pensi ogni anno a quello successivo, e ti cheidi se sarà l’ultimo o se il fisico sopporterà una stagione. Ma se posso fare un altro anno dopo se il mio corpo può sopportarlo e il club lo vorrà io continuerò”.

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