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Joao Pedro, fra Neymar… e Pavoletti: “L’ho studiato e sono tornato a fare gol. Le esultanze le sceglie mio figlio”

Joao Pedro si racconta: l'attaccante del Cagliari, si è raccontato in diretta su Instagram

Redazione Il Posticipo

Joao Pedro si racconta: l'attaccante del Cagliari, si è raccontato in diretta su Instagram su Cronache di Spogliatoio parlando di come stia trascorrendo la quarantena e raccontando qualche aneddoto. Dall'amicizia da Neymar all'ispirazione ricevuta da Pavoletti.

NEYMAR - Il brasiliano si sta riscoprendo goleador. Meglio del suo connazionale, Neymar, con cui ha condiviso i primi calci. Adesso, in comune... la quarantena in famiglia. "Sto apprezzando e vivendo i momenti in  la famiglia. La mia amicizia con Neymar è di lunga data. Abbiamo giocato insieme tra i 14 e i 17 anni, stabilendo un rapporto speciale. Io giocavo dietro per favorire lui e Coutinho".  Beh, in Sardegna, poi, i gol è tornato a farli. "Cercare il gol e farne mi è sempre piaciuto, ma da centrocampista partivo sempre molto lontano dalla porta. Quando però abbiamo perso Pavoletti per infortunio ho provato a dare il mio massimo per adeguarmi al ruolo". E non è andata malissimo. "Ho studiato molto da lui: di testa è fra i migliori al mondo. L'ho osservato e studiato nei tempi e nei movimenti di gioco, sebbene abbiamo un fisico diverso. E comunque il ruolo non è poi così diverso da quello del portiere. Non puoi sbagliare nessun pallone".

SPOGLIATOIO  - Oltre che bomber, il brasiliano è anche un uomo spogliatoio. E racconta qualche aneddoto. "Cerco di instaurare amicizie e far integrare chi non parla la lingua, anche perché ci sono passato anche io. Cerco di aiutare tutti. Sono il primo a fare gruppo. prendo in giro chi si veste male: Simeone è il peggiore di tutti, cerchiamo di aiutarlo ma fa fatica. Non ho grandi problemi prima della partita. La vivo bene, mi guardo qualcosa o leggo. Dormo bene, mi sveglio presto e fortunatamente non ho problemi nell'affrontare l'attesa. Mia moglie è italiana e parliamo italiano. Io parlo con i miei figli in portoghese, mia moglie in italiano, almeno conosceranno due lingue. Il più piccolo è un personaggio, sceglie le mie esultanze, è colpa sua se faccio le pagliacciate ".