Joao Felix, una testa…da CR7: “Finiva di allenarsi e mica si riposava o andava dietro alle ragazze…”

Joao Felix, una testa…da CR7: “Finiva di allenarsi e mica si riposava o andava dietro alle ragazze…”

Renato Paiva ha visto crescere la stella dell’Atletico nelle giovanili del Benfica e ha raccontato in un’intervista qualche aneddoto che spiega meglio il fenomeno Joao Felix. Storie che lo rendono sempre più simile al suo maestro Cristiano Ronaldo…

di Redazione Il Posticipo

Maestro e allievo. Impossibile non pensare a un rapporto del genere parlando di Cristiano Roanldo e Joao Felix. Nazionalità a parte, cominciano…a essere un po’ troppe le similitudini tra i due, con il giovanissimo attaccante dell’Atletico Madrid che ha già ampiamente mostrato perchè i Colchoneros hanno speso per lui oltre 120 milioni di euro. Le due stelle portoghesi si incontrano ai raduni della nazionale e lo juventino sembra aver preso sotto la sua ala protettrice il classe 1999, anche se la Champions League li ha già messi di fronte uno contro l’altro. E, come racconta il suo primo allenatore, non solo i piedi ma anche la testa di Joao Felix sono…da CR7.

DIAMANTE – Renato Paiva ha visto crescere la stella dell’Atletico nelle giovanili del Benfica e ha raccontato in un’intervista a The Sportsman qualche aneddoto che spiega meglio il fenomeno Joao Felix. A partire dal suo arrivo nel club, dopo che il Porto lo aveva lasciato libero perchè…fisicamente troppo piccolo. “C’era l’allenamento e il mio aiutante mi ha detto ‘Ma chi è questo? Stai vedendo quello che vedo io? Qui abbiamo un diamante, come ha fatto il Porto a farselo scappare?’. E già all’epoca Joao era molto completo”. Merito anche di una famiglia presente e di un’educazione importante. Come dimostra il regalo a Paiva dopo l’esordio con la prima squadra del Benfica: “È venuto da me con la maglia che ha indossato quel giorno e mi ha detto ‘È per te, grazie a quello che hai fatto per me’. Questo dimostra che buona famiglia ed educazione che ha”.

TESTA – Altra similitudine con CR7, che anche ora non dimentica mai le sue umili origini e non manca mai di ricordare chi lo ha aiutato a crescere e a diventare un cinque volte Pallone d’Oro. Ma i piedi non bastano per trasformarsi in un fenomeno. Ci vuole anche una cultura del lavoro importante. E persino quella non manca, come spiega Paiva. Nella testa di Joao Felix c’è solo il calcio. “Allenavo l’under-19 e la sera dovevamo giocare contro il Porto. Un’ora e mezza prima della partita vedo Joao, che si era allenato la mattina con la prima squadra, che parlava con gli allenatori della mia squadra. Quando finiva di allenarsi non andava mica a riposare o dietro alle ragazze…”. Ricorda qualcuno?

 

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