Italia-USA, figli delle stelle: oltre a Chiesa e Weah c’è anche…Klinsmann

Il figlio di Jurgen Klinsmann farà parte della lista dei convocati della selezione statunitense per l’amichevole contro gli azzurri di Roberto mancini. Andrà a infoltire la lista dei molti figli d’arte insieme a Chiesa e Weah.

di Redazione Il Posticipo

L’amichevole di Genk del 20 novembre tra Italia e Stati Uniti sarà davvero speciale per più di un motivo. In primis, perché sarà il quarto incontro tra le due compagini in meno di dieci anni; in secondo luogo perché la UEFA approfitterà dell’amichevole per testare il VAR per la prima volta in contesto internazionale; ma anche perché, in campo, ci saranno dei nomi che faranno scendere una lacrimuccia ai nostalgici degli anni Novanta. Più di tutte, brilla la stella Chiesa: Federico, figlio di Enrico, nato un anno dopo il debutto di suo padre (del ‘96) con la nazionale di Sacchi. Dall’altro lato del campo, invece, ci saranno due nomi che agli appassionati di calcio sembrerà strano vedere con la maglia della nazionale statunitense. Non ci sarà il solo Timothy Weah, figlio di George, ex attaccante e attuale presidente della Liberia, ma durante telecronaca si potrà anche ascoltare “Klinsmann”.

GLI OPPOSTI – No, neanche questo è un caso di omonimia: anche il Klinsmann che si potrebbe ammirare all’opera tra i pali della nazionale a stelle e strisce è il figlio del meglio noto Jurgen. Povero papà: vedere un figlio che gioca per un’altra nazionale non deve essere facile (pur volendo con la Germania, difficilmente, in quanto portiere, avrebbe potuto trovare spazio) e non solo, nel ruolo opposto al suo! Che segno di insubordinazione, un figlio portiere di padre attaccante. Il ragazzo, ventuno anni, è l’estremo difensore dell’Herta Berlino ma è possibile vederlo all’opera soprattutto con la seconda squadra, con la quale, in questa stagione, ha totalizzato nove presenze di cui ben quattro senza prendere reti.

UN BUON SEGNO – Chissà, magari per un portiere, crescere con in casa consigli di un ex attaccante può essere davvero utile. E forse, a Genk, riuscirà anche a mettersi in evidenza con la maglia della propria nazionale.La nazionale statunitense potrà quindi, potenzialmente, contare sul fatto che entrambi i vertici, basso e alto, della squadra fanno parte del nutrito club dei figli d’arte nel calcio. Gli Stati uniti vantano Weah e Klinsmann, l’Italia vanta Chiesa, l’Olanda Kluivert e, insomma, sembra di essere tornati negli anni Novanta. Speriamo sia un buon segno per il calcio…moderno ma non troppo.

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy