L’Italia che verrà – Il settore giovanile

Di Massimo Piscedda. La ricostruzione del calcio italiano passa soprattutto dai vivai e dalla buona organizzazione dei settori giovanili. Ecco qualche idea per la loro gestione.

di Massimo Piscedda

Un settore giovanile funzionante dovrebbe innanzitutto saper scegliere le persone alle quali poi dare la responsabilità di tutto il patrimonio umano. Quindi un responsabile che abbia tantissima esperienza di campo e tantissima sensibilità e intuizione per gestire gruppi di persone che hanno caratteri e caratteristiche diverse tra loro. La domanda è: è possibile individuare una simile figura? Io sono convinto di sì, come sono convinto che questo tipo di persone si possano formare tramite incontri e corsi specializzati.

Una volta individuata questa persona, inizia il lavoro più difficile:

  • Scegliere allenatori che abbiamo idee comuni ma soprattutto obiettivi comuni.
  • Determinare una metodologia, che permetta ad ogni allenatore di avere un punto di riferimento nel proporre le proprie idee in virtù del risultato finale, che non può essere solo la vittoria della singola gara.
  • Individuare assieme agli allenatori quali soggetti saranno idonei per effettuare lo scouting, in funzione dei moduli e delle idee di gioco che si andranno a proporre.
  • Mettere a disposizione a ogni allenatore uno staff, composto da: preparatore dei portieri, dirigente accompagnatore, aiutante allenatore (il quale deve essere giovane e stimolato ad apprendere), prepraratore atletico, fisso per le categorie più grandi (Allievi, Primavera), e a turno per i giovanissimi quando è il momento più importante della stagione. Inoltre sono necessari massaggiatore e magazziniere. Più il medico, che attraverso vari aiutanti deve supportare un po’ tutto il settore giovanile.
  • Richiedere all’allenatore per ogni partita una relazione tecnica della gara e mensilmente una relazione informativa dei calciatori che migliorano, sotto qualsiasi aspetto: tecnico, tattico e comportamentale. Tutto ciò va  messo all’attenzione del Responsabile e di tutti gli allenatori tramite mail e inserito in un database da discutere ogni due mesi.
  • Vietare assolutamente il rapporto genitori–allenatore.
  • Indicare ai genitori che vorranno chiedere spiegazioni di prendere appuntamento con il responsabile.
  • Richiedere ogni due mesi ai calciatori del settore giovanile una dichiarazione scritta riguardo il proprio rendimento scolastico, controfirmata se possibile dal rispettivo comitato scolastico dei professori. Deve essere cura del Responsabile far presente della richiesta alle rispettive scuole.
  • Premiare i calciatori più bravi con conseguente passaggio alle categorie superiori, una volta che questa decisione sia stata presa dal responsabile e ratificata da tutti gli allenatori delle squadre giovanili tramite riunione.
  • Cercare di portare maggior numero di calciatori a livello Primavera, in modo da offrire la percezione della bontà del lavoro fatto negli anni.
  • Ricordarsi che a livello giovanile lo scouting è determinante per dei buoni risultati futuri.
  • Tenere a mente che il settore giovanile deve avere una identità ben definita, che viaggi in parallelo con la prima squadra, ma non deve essere condizionato assolutamente dai dirigenti che operano in essa. Sono due lavori completamente diversi.

Tutte le società devono avere a mio avviso tutto il necessario per poter effettuare il lavoro che gli allenatori chiedono. Quindi ogni tipo di attrezzatura, ma soprattutto impianti con strutture idonee a quello che richiede questo tipo di sport. La struttura organizzativa può essere gestita dalla segreteria, che deve avere la responsabilità del database, cioè conservare tutte le informazioni che settimanalmente arriveranno tramite mail dagli allenatori e su richiesta del responsabile del settore giovanile.

È chiaro che l’organizzazione di un settore giovanile passa inevitabilmente dal budget a disposizione. La formula per avere più soldi è difficile da individuare, ma potrebbe passare in una forma di detassazione per quanto riguarda i contratti dei calciatori di prima squadra, in modo da creare un fondo per i settori giovanili che abbiano determinati requisiti. Il settore giovanile sarà così finanziato dalla stessa prima squadra, dalla stessa società e dallo stato, che rinuncerebbe ad una parte di tasse per aiutare i vivai.

Il rapporto con le Nazionali deve andare di conseguenza. Non credo alla figura federale che può dettare la linea di percorso per i responsabili dei settori giovanili. La capacità delle persone non si misura in base alla società di provenienza. Ho conosciuto tante, tantissime persone preparate che lavoravano in società poco organizzate e persone approssimative invece impiegate per club importanti. Quindi credo che ognuno debba essere libero di migliorare la propria situazione con le proprie idee. Ovviamente considerando che in Nazionale devono approdare sempre i migliori nel proprio ruolo.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy