Italia ’90, i ricordi di Maradona. “La mia Argentina ha dato tutto quello che aveva, e lo rifarebbe”

L’otto giugno 1990 prende il via il Mondiale italiano. L’Argentina di Maradona parte male: perde con il Camerun all’esordio ma poi arriva a giocarsi la finale. I ricordi di Diego in un post su Instagram.

di Redazione Il Posticipo

L’otto giugno 1990 prende il via il Mondiale. 30 anni fa è il giorno di Italia’90. Prima delle notti magiche, c’è un prologo nel tardo pomeriggio. La partita inaugurale a San Siro è tra Argentina e Camerun che regala subito una sorpresa Gli africani vincono 1-0 complice una papera di Pumpido. I Campioni del Mondo in carica partono con il piede sbagliato ma riescono comunque ad arrampicarsi in Finale. Maradona, tramite il suo profilo Instagram rivive la sua estate italiana.

INFORTUNATI – Il pibe de oro, attraverso un video molto emozionante, ripercorre le tappe di quel mondiale. Una lunga cavalcata fatta di sofferenza. Anche perché in molti non erano in condizioni ottimali. “A 30 anni dal debutto del Mondiale di Italia ’90 penso sia giusto ricordare  il sacrificio che tutti i ragazzi hanno fatto per arrivare al debutto della Coppa del Mondo nelle migliori condizioni”. Si scopre una Argentina falcidiata dagli infortuni. “Ruggeri aveva la pubalgia.  Burruchaga, Checho Batista, Vasquito Olarticoechea e Giusti, erano tutti infortunati. Ed io giocavo senza un chiodo sull’alluce del mio piede destro. Per non parlare della frattura di Nery Pumpido”.

TUTTO – La frattura di Pumpido, al netto del dramma sportivo del portiere, si rivelò comunque un crocevia decisivo per le sorti di quel mondiale. Al suo posto, infatti, entra Sergio Goycochea una delle meteore mondiali fra le più decisive. Il portiere trascina l’Argentina in finale parando i rigori di  Brnović e Hadžibegić nei quarti contro la Jugoslavia e quelli di Donadoni e Serena nella dolorosissima semifinale persa dagli azzurri. Ed è solo per pochi centimetri che non arriva anche sulla traiettoria del rigore calciato da Brehme in finale. Trascinatore, con Diego, di una Argentina non bellissima, ma tremendamente solida. E Maradona la ricorda proprio così. “Anche se non abbiamo avuto il miglior inizio, né la fine dei sogni, la squadra ha dato tutto quello che avevano . E sono sicuro che lo faremmo di nuovo oggi”.

 

 

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