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Come i Bruti capitanati da Jon Snow, l’armata islandese alla conquista del “Sud”

Per gli amanti de Il trono di Spade forse il paragone è un po’ azzardato, ma l’ultima impresa dell’Islanda resterà nella storia del calcio, come la Battle of Bastards della puntata numero 8 della stagione attualmente in onda di...

Redazione Il Posticipo

I segreti del successo

Superata, non a fatica, la crisi del 2008 il Paese (pensate che l'Islanda conta gli abitanti di un Municipio di Roma) ha investito nello sport, costruendo impianti con campi attrezzati e sintetici di ultima generazione. Favorire la diffusione dello sport è stata la risposta sociale al disagio della solitudine e al terribile flagello dell'alcool in cui i giovani islandesi, così isolati dal mondo, cercavano rifugio. L'Islanda è forse l'unica Nazionale ad aver giovato della Globalizzazione: se infatti i campionati nazionali di Italia, Spagna e Inghilterra si sono riempiti di calciatori stranieri, indebolendo di fatto le rappresentative, ecco che avere 23 calciatori si 23 in giro per i migliori campionati d'Europa, sull'Islanda ha avuto l'effetto contrario! Il brutoAroon Gunnarson, il vikingo che dirige il coro finale che ci tiene incollati allo schermo, è solo uno dei rappresentati di una squadra che nelle qualificazioni è riuscita a battere due volte l'Olanda e che agli scorsi Mondiali non arrivò solo perché sconfitta ai play off dalla Croazia. Gylfi Sigurdsson (11 reti in Premier League con lo Swansea) e Birkir Bjarnason (10 gol in campionato con il Basilea) sono probabilmente i migliori giocatori dell'attuale nazionale islandese.

Un'armata inarrestabile