Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

calcio

Iran, Taremi contro le esecuzioni capitali: “Non si fa giustizia con una corda”

Iran, Taremi contro le esecuzioni capitali: “Non si fa giustizia con una corda” - immagine 1
L'attaccante, attraverso i suoi social media ha postato un tweet legato a quanto sta accadendo nel suo paese d'origine.

Redazione Il Posticipo

Il governo di Teheran vive un momento complicato. Forse il più difficile dalla presa al potere legata alla Rivoluzione islamica del 1979. Alla lista dei contestatori del regime, come riportato da record.pt si è unito anche il giocatore del Porto Mehdi Taremi.

GIUSTIZIA

—  

L'attaccante, attraverso i suoi social media ha postato un tweet legato a quanto sta accadendo nel suo paese d'origine. Per la cronaca, in Iran sono stati impiccati altri due uomini iraniani. Giustiziati per il presunto omicidio di una milizia islamica nello scorso novembre, durante le manifestazioni seguite alla morte della giovane Mahsa Amini. La comunità internazionale ha condannato le esecuzioni, definendole "scioccanti" e "rivoltanti". E anche Taremi ha detto la sua.

"La giustizia non si fa con una corda. Abbiamo tanti delinquenti e criminali in carcere, con processi che durano diversi anni. Ma perché questi giovani oppressi, di famiglie deboli, vengono giustiziati per tre capi di imputazione? Quale società trova pace con spargimenti di sangue ed esecuzioni?".

Iran, Taremi contro le esecuzioni capitali: “Non si fa giustizia con una corda” - immagine 1

CALCIO

—  

Le massicce proteste che minacciano di abbattere il regine hanno accompagnato l'Iran prima durante e dopo  lungo tutto il mondiale. E anche la vittoria della nazionale contro il Galles è passata in secondo piano rispetto al risvolto politico. La nazionale iraniana si è presa sulle spalle il peso e la voce della nazione. Esattamente come hanno fatto nelle settimane scorse tanti altri sportivi ed ex calciatori. In primis Ali Daei. La leggenda del calcio locale, si è schierato più o meno apertamente a sostegno delle donne iraniane e il suo è ormai un caso di stato. Il regime gli ha ritirato il passaporto e sigillato il ristorante. E recentemente ha fatto atterrare su suolo iraniano un volo verso Dubai perché vi era a bordo la sua famiglia. Il post di Taremi, che è solo l'ultimo di una lunga serie, è dunque solo l'ennesima dimostrazione del  braccio di ferro fra il governo locale e chi sostiene le proteste al regime.