Lazio, senza il sergente si balla il latino americano

L’assenza di Milinkovic costringe Inzaghi a rivedere i propri piani: dentro il trio latino-americano. Genio, garra e sregolatezza per battere il Genoa.

di Redazione Il Posticipo

Senza il Sergente…si balla. Inzaghi confida nel suo trio latino americano: i balli di gruppo però, c’entrano poco. Si parla di calcio ed equilibri tattici garantiti dal trio Caceres, Alberto, Anderson. Garra, genio e sregolatezza: il Genoa si può battere anche così.

Caceres, il fulcro dell’equilibrio

Molto, se non tutto, dipende dalla presenza di Caceres. L’arrivo del centrale uruguaiano ha risolto parecchi problemi alla linea difensiva laziale, adesso molto più completa e tecnicamente perfetta.  Un centrale comandante, come De Vrij, capace di guidare la difesa e far partire l’azione dal basso. Due spalle perfette: Radu a sinistra e Caceres a destra. Entrambi sono capaci di scalare per coprire eventuali errrori di gioventu di Marusic e Lukaku ed eventuali svarioni in fase difensiva. Inzaghi, con la presenza di due centrali in grado di “scivolare” a esterni bassi senza risentirne in rendimento, può varare così un 3 e ½ dietro che garantisce maggiore copertura. Se sale Lukaku, si ferma Marusic e si sposta Radu. Se scatta l’esterno montenegrino, si ferma il belga e Caceres copre a destra. Un sistema che permette di sostenere il tridente.

Inzaghi e il suo 3 e ½ e fantasia

La scelta di Inzaghi appare azzeccatissima: il 3-4-1-2, cosi concepito, è perfettamente sostenibile in termini di equilibrio nelle due fasi. Marusic e Lukaku possono continuare ad attaccare lo spazio alla ricerca della superiorità numerica, avendo spalle ben coperte. Leiva e Parolo resteranno più bloccati ed il gioco è fatto. Un 3 e ½ e…fantasia che regala assoluta libertà di movimento a Luis Alberto e Felipe Anderson, liberi di seguire istinto e talento nello scegliersi la mattonella di campo dove duettare. Lì davanti ci penserà Ciro Immobile che ha una marea di soluzioni praticabili. Potrà essere servito sulla profondità, cercato sui cross o liberato dai movimenti e gli uno-due. Insomma, l’assenza di Milinkovic–Savic, per quanto pesante, potrà essere assorbita. Del resto, questa squadra ha costruito le proprie fortune sul gruppo. E anche se mancherà il sergente, c’è da scommetterci che la marcia non si arresterà.

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