calcio

Il coraggio di Simone Inzaghi

Il tecnico biancoceleste presenta una Lazio di grande personalità che a San Siro avrebbe meritato il risultato pieno.

Redazione Il Posticipo

Una grande prestazione a San Siro, sebbene resti il rimpianto per un'occasione sprecata. Vedere, al fischio finale, i giocatori delusi è un successo. Pareggiare a Milano e non accontentarsi è il sintomo di una squadra che è in continua crescita.

Spirito di squadra e di sacrificio

Inzaghi ha costruito una squadra capace di imporre il proprio gioco dentro e fuori casa a prescindere dall'avversario e cambiando modulo in corsa. La Lazio ha percepito perfettamente le difficoltà dell'Inter e non si è accontentata del pareggio. Dentro Lukaku, per una maggiore spinta sulla fascia, Anderson, per creare scompiglio nella difesa nerazzurra. Baricentro altissimo. Un segnale forte e chiaro all'intero campionato. Solo qualche imprecisione di troppo ha impedito ai bincocelesti di portare a casa una vittoria su cui nessuno avrebbe scommesso a inizio campionato. I biancocelesti scendono in campo sempre e comunque per i tre punti. E anche il gruppo ha percepito che i cambi sono finalizzati alla Ragion di Stato. Nessun mugugno al momento delle sostituzioni, né un atteggiamento sbagliato. Il che significa che l'allenatore ha il pieno controllo dello spogliatoio e che la squadra lo segue pedissequamente.

Il coraggio di schierarsi

Oltre al coraggio di mettere l'Inter all'angolo, Inzaghi ha trovato anche la forza di ribadire la propria posizione sul VAR. Annullare il rigore concesso era giusto. Il modo in cui ci si è arrivati è oggettivamente discutibile. O, perlomeno, non conforme all'unanimità di giudizio. Inzaghi ha ricordato che contro il Torino nessuno ha ripreso l'arbitro per l'errore che si è perpetrato. Più che una lamentela, una legittima richiesta di uniformità. Anche perchè immaginare la classifica biancoceleste con cinque o sei punti in più rispetto a quelli che ha rischia di mandare per traverso i brindisi di fine anno. Un 2017 che, rivisto sotto un'angolazione diversa, ha regalato certezze e trofei e resta comunque un anno da incorniciare.

(function() {

var referer="";try{if(referer=document.referrer,"undefined"==typeof referer)throw"undefined"}catch(exception){referer=document.location.href,(""==referer||"undefined"==typeof referer)&&(referer=document.URL)}referer=referer.substr(0,700);

var rcel = document.createElement("script");

rcel.id = 'rc_' + Math.floor(Math.random() * 1000);

rcel.type = 'text/javascript';

rcel.src = "http://trends.revcontent.com/serve.js.php?w=82012&t="+rcel.id+"&c="+(new Date()).getTime()+"&width="+(window.outerWidth || document.documentElement.clientWidth)+"&referer="+referer;

rcel.async = true;

var rcds = document.getElementById("rcjsload_e27c7e"); rcds.appendChild(rcel);

})();