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Inzaghi ha pescato Calhanoglu: il suo nuovo Luis Alberto è già da record…

MILAN, ITALY - SEPTEMBER 15: Hakan Calhanoglu of FC Internazionale reacts during the UEFA Champions League group D match between Inter and Real Madrid at Giuseppe Meazza Stadium on September 15, 2021 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

La sfida lascia in eredità la certezza che Calhanoglu può e deve giocare da trequartista.

Redazione Il Posticipo

Inzaghi si gode il suo nuovo... Luis Alberto. Il turco è ancora una volta decisivo. E, dati alla mano, è tutt'altro che un investimento sbagliato. Nelle ultime sette giornate, gol al Milan e al Venezia, gol e assist con Roma e Cagliari e assist con la Salernitana e cinque assist da calci da fermo. Al netto dei numeri il turco si sta rivelando un giocatore assolutamente funzionale al progetto tecnico di Inzaghi che ha centrato tutti gli obiettivi,  raggiungendo l'ottavo di finale in Champions e adesso insegue il titolo d'inverno e  la Supercoppa Italiana.

PASSAGGIO - Il  passaggio del 3-5-2  da Conte e Inzaghi è stato tutto sommato leggero. Nessun contraccolpo particolare, ma una squadra che paradossalmente gioca anche meglio.  Al di là del risultato e della consistenza, non eccelsa, del Venezia, l'Inter pesca la coppia d'assi in Laguna e si rilancia ulteriormente in classifica. Lautaro e Calhanoglu si prendono la scena e alimentano l'attacco nerazzurro presente quanto mai sul campo. 34 gol realizzati. E Il turco, schierato nel suo ruolo naturale diviene una discriminante fondamentale. Segna, fa segnare, ispira il gioco, e trova sempre una soluzione, se serve anche individuale, decisiva.

RECORD -  Calhanoglu con Inzaghi si giova, esattamente come è successo ai tempi neanche troppo lontani di Luis Alberto alla Lazio, della presenza dei tre difensori centrali e di due mediani. Guardie del corpo a profusione. Una rivoluzione tattica fruttuosa per il turco che è messo nelle condizioni ideali. Non deve sfiancarsi in fase di non possesso ed ha un ampio ventaglio di scelte. In fase di possesso palla, può dialogare con il centrocampista o cercare l'esterno in sovrapposizione o il pallone filtrante per i due attaccanti. O tentare la soluzione personale anche perché il calciatore turco è l'unico, come lo era Eriksen lo scorso anno, ad avere “piedi superiori” in una squadra che, per il resto degli interpreti, è ricca di dinamismo muscoli e geometria ma non eccelle in qualità. Nel 3-5-2 , intrinsecamente un modulo assolutamente prevedibile, il turco rappresenta la variabile impazzita, l'anarchico che può rovesciare i destini del match: ecco perché è cosi decisivo, specialmente se liberato dai compiti difensivi.

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