calcio

Di Biagio: “L’Inter ha tutto da perdere con la Roma. Che fortuna giocare con Totti e Ronaldo”

Simone Lo Giudice

Che cosa significa Inter-Roma per lei?

Sono legatissimo ad entrambe: è la mia partita, lo dico sempre. Quando la rivedo mi tornano in mente otto anni della mia carriera, quattro alla Roma e quattro all'Inter, che mi hanno lasciato grandi ricordi e belle emozioni. Ricordo con affetto entrambe le tifoserie. Seguirò questo Inter-Roma con attenzione e farò fatica a tifare. Non riesco a prendere posizione. È l'unica partita in cui qualsiasi risultato mi fa felice.

Chi si gioca di più?

La Roma ha obiettivi da portare avanti. José Mourinho vuole dare continuità a risultati e prestazioni. Dal punto di vista della classifica la squadra deve difendere il quinto posto in classifica perché il quarto che porta in Champions lo vedo lontano. L'Inter però si gioca tutta la stagione. È una gara fondamentale per lo scudetto.

Qual è stato il suo momento più bello con entrambe le squadre?

Alla Roma il 1997-98 è stato indimenticabile: ho segnato 11 gol tra tutte le competizioni e sono arrivato al Mondiale da protagonista. Con l'Inter ho vissuto la mia stagione più bella nel 2001-02, anche se non abbiamo vinto lo scudetto il 5 maggio all'ultima giornata: avevo anche segnato il gol del 2-1, vincere sarebbe stato il coronamento di un sogno perfetto. Abbiamo sfiorato un trionfo epico perché sarebbe stato uno scudetto diverso da quello di oggi, c'erano tante squadre in lizza per vincerlo. Purtroppo siamo usciti anche in semifinale di Coppa Uefa. Non è andata bene in termini di risultati, ma è stato un anno importante.

Lei ha giocato con Francesco Totti alla Roma e Ronaldo il Fenomeno all'Inter: un aggettivo per entrambi?

Due campioni, due fuoriclasse. Francesco è stato un giocatore totale, forse il prototipo del primo calciatore moderno che andava a tutto campo. Ronaldo potenza e tecnica in corsa come nessun altro: è stato il primo a fare giocate che si vedono ancora oggi, 20-25 anni fa tutti si chiedevano come facesse.

E Roberto Baggio?

Siamo stati compagni in Nazionale, poi all'Inter e al Brescia. Roberto era meno dinamico, più altruista, vedeva giocate in campo che nessun altro vedeva. È stato uno dei cinque giocatori più forti degli ultimi cinquant'anni di calcio come Ronaldo il Fenomeno e Totti. Sono stato fortunato a giocare con loro.