Inter, il VAR la trasforma da…Ranocchia a principessa

Inter salvata dal VAR ma non dalla figuraccia. Una squadra brutta da vedere e incapace di produrre gioco, trova la vittoria grazie a Skriniar e Ranocchia.

di Redazione Il Posticipo

La solita Inter. Una squadra che semplicemente non c’è riesce comunque a far sua una sfida contro un Benevento modesto ma apparso più organizzato. In un deserto di gioco, i nerazzurri portano a casa tre punti utili solo per restare in zona Champions.

Finché la barca…VAR

L’Inter è una squadra che si aggrappa disperatamente al risultato, ma tutto il resto è…noia. In tutti i sensi. Sbadigli e…paure. Handanovic, ancora una volta, è il migliore in campo e dove non arrivano le mani del portiere sloveno, ci pensa l’occhio elettronico che grazia la difesa nerazzurra. Al Benevento manca un rigore apparso netto, ma Pairetto non ritiene vi siano gli estremi per concedere un penalty che avrebbe cambiato la storia della partita. E in effetti, la trasforma. Anche perché la premiata ditta Ranocchia-Skriniar che prima confeziona il patatrac, riesce poi a realizzare i gol che tingono di nerazzurro una gara in cui semplicemente l’Inter non è pervenuta.

Ranocchia diviene principe

Il VAR compie dunque una doppia prodezza. Trasforma una squadra Ranocchia inprincipessa, al netto di demeriti evidenti. La coppia centrale difensiva trova il gol su palle inattive, anche perché, lì davanti, nessuno riesce a segnare. Ranocchia in particolare riscatta il pasticcio di Marassi, a coronamento di una prova comunque molto più dignitosa rispetto al resto dei compagni. E così uno dei più fischiati trasforma la contestazione in applausi. Non vi è scampo, invece, per Candreva, che come al solito esce con i tappi nelle orecchie per via dei fischi. L’esterno paga forse per tutti ma la squadra, in generale, è apparsa in grave difficoltà contro l’ultima in classifica. L’Inter difende male, attacca peggio e non ha gioco. Una spirale da cui sembra difficile uscire. É anche vero peró che Candreva ci mette del suo, interpretando il rapporto con San Siro nel peggiore dei modi. Prima l’ha sfidato, adesso ne é succube.

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