Inter, tre anime e nessuna alleanza

La solita pazza Inter: la prima sconfitta alimenta subito dubbi e perplessità. E le tre anime dell’organigramma societario non sembrano avere obiettivi comuni…

di Luigi Pellicone

Le tre anime dell’Inter. E nessuna coincide con l’altra. Dirigenti, presidenti, proprietà, allenatore hanno condiviso un percorso comune e finora vincente, anche al di là delle più rosee aspettative. Il problema, paradossalmente, è che l’Inter ha vissuto troppo bene. E adesso i nodi vengono al pettine. Si deve costruire una squadra competitiva o una vincente? Due termini fra i quali vi è un oceano…

Thohir e Suning, fra speculazioni e mercato…

Suning vuole prendersi tutta l’Inter. Stupisce chi si stupisce. Nessun acquirente entra in una società con le quote di maggioranza per poi non tentarne la scalata. Il problema è Thohir. Il magnate indonesiano, per essere liquidato, ha sparato una cifra altissima. 200 milioni di euro. La sua quota ha un valore di 42,5 milioni. Non serve un master in economia per capire che Thohir sia a caccia di una speculazione finanziaria, che va benissimo per le sue tasche, ma mette in seria difficoltà la società a livello di investimenti sportivi. Se la componente cinese deve svenarsi per acquistare l’Inter in toto, difficilmente spenderà poi per il mercato.

Ausilio, il moderatore fra dirigenza e campo

Ausilio è nella posizione più scomoda. Fra incudine e martello. Fosse per lui, interverrebbe sul mercato per regalare a Spalletti quei due-tre rinforzi utili per competere nella corsa tricolore. La dirigenza, invece, è stata chiara. Non ha alcuna intenzione di spendere troppo né di accelerare il “piano industriale”, che prevede delle spese contenute e un autofinanziamento. Tradotto: l’Inter deve vendere per comprare. E a Suning è più che sufficiente arrivare in Champions. Tutto ciò che verrà in più è tanto di guadagnato, ma non obbligatorio né influirà sulle “pagelle” di fine anno. Il che mette al sicuro Ausilio, ma ne accentua le difficoltà di lavoro. Anche perchè di certo non è facile gestire Spalletti, che ha prima intravisto la possibilità di vincere lo scudetto e poi ricevuto la consapevolezza che difficilmente ci riuscirà a causa di una rosa troppo corta. E Ausilio non può richiedere la carta di credito di Suning. Il plafond è pressochè illimitato, ma ormai la decisione è stata presa.

Spalletti e Sabatini, voglia di vincere

Spalletti e Sabatini sono gli uomini di campo. Quindi, ovviamente, i più esposti. É chiaro che il loro destino dipende dai risultati. In questo senso, entrambi sono in una botte di ferro. Il direttore sportivo ha “bucato” la valutazione degli esterni (Dalbert e Cancelo su tutti), ma ha azzeccato un crack di mercato come Skriniar e centrato gli acquisti di Vecino e Borja Valero. Spalletti ha fatto il resto, valorizzando la rosa a disposizione. La società gli ha chiesto la Champions ed i risultati sono perfettamente in linea con le richieste. Nessuno gli chiede di più. Il che, paradossalmente, ne frustra le ambizioni. Spalletti ha accettato l’offerta dell’Inter per vincere ed ha già accettato, obtorto collo, un mercato limitato a giugno. Il bis potrebbe infastidirlo. Vivacchiare potrebbe non bastargli. Il tecnico di Certaldo, fra l’altro, ha dalla sua i tifosi, che hanno pregustato la possibilità di vincere e non hanno alcuna voglia di rivivere per l’ennesima volta il mito di Icaro o, più realisticamente, un Mancini-bis.

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