Inter, salto nel buio: la miglior difesa è l’attacco

Spalletti di necessità virtù: privato di D’Ambrosio e Miranda ha poche scelte. Dentro Ranocchia e Cancelo per una proposta di gioco molto più offensiva.

di Redazione Il Posticipo

Inter, un salto nel buio. Spalletti si gioca una buona fetta di stagione senza mezza difesa. Affrontare il derby di Coppa Italia privati di Miranda e D’Ambrosio non è un bel vivere. Specialmente se, in una partita ricca di incognite, non vi sono ricambi. E allora si cambia approccio: la retrogruardia, del resto, non offre più le stesse garanzie. Dunque, meglio offendere che essere offesi.

Inter a trazione interiore

Di necessità si fa virtù. Spalletti ha solo Ranocchia come difensore centrale accanto a Skriniar. Poi, neanche un adattabile. D’Ambrosio, l’unico capace di ricoprire il ruolo in caso d’emergenza, è fuori per 45/60 giorni. Quanto basta per percorrere l’unica scelta possibile. Un’Inter iperoffensiva sulle fasce. Dentro Cancelo. Del resto, l’Inter delle ultime uscite è scolastica. Nessun guizzo, poca incisività, tanta prevedibilità. Un compitino che non è bastato contro Udinese e Sassuolo e potrebbe non bastare contro il Milan. Serve qualcosa di diverso. La soluzione è aprire il…Cancelo. L’esterno basso nerazzurro renderebbe meno prevedibile la manovra, spingendo Candreva più a ridosso di Icardi, in modo da garantirgli maggiori rifornimenti, e  lasciare che Borja e Vecino percorrano in campo in orizzontale creando maggiore densità difensiva.

Nei piedi di Cancelo

Cancelo a Reggio Emilia ha confermato pregi e difetti: spaventa gli avversari quando attacca e gli interisti quando deve interpretare la fase di non possesso. Dunque, meglio assecondarne istinto e talento. L’Inter penderà a destra e sarà bloccata a sinistra. Scelta anche sensata: Cancelo potrebbe trasformarsi in ciò che era Maicon: un regista sull’esterno, uno sfogo della manovra, proprio dove il Milan ha sempre sofferto durante l’era Gattuso. Specialmente se il tecnico rossonero continuerà a proporre Cutrone esterno, rischia di regalare un uomo in fase di non possesso. E considerato inoltre la scarsa attitudine del portoghese a diendere, a questo punto tanto vale sganciarlo nella speranza che le sue accelerazioni possano aprire la difesa rossonera.

 

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