La fortuna è finita, l’Inter invece no

La fortuna è finita, l’Inter invece no

L’Inter vista a Cagliari è da Scudetto. In generale, invece, è competitiva per un campionato di vertice. Di certo, ormai, non si può parlare di fortuna.

di Redazione Il Posticipo

La fortuna ha un limite, l’Inter evidentemente no: supera il Cagliari con una prova da grande squadra e passa una notte da prima in classifica. Per vedere l’effetto che fa. Niente pali, né subìti ne colpiti. Una vittoria corale. Di squadra. Sono pochi, una maledetta e sporca dozzina, una quindicina al massimo. Quanto basta per guardare tutti dall’altro.

Infinito Icardi

Icardi, non si sa più come descriverlo. Cobra, serpente a sonagli. Opportunista, tecnico, attento: in una parola. Intelligente. Le movenze di Pippo Inzaghi, la freddezza di Trezeguet, la fisicità di Bobo Vieri. Gli si rimprovera di non giocare per la squadra. Semplicemente, sa già prima degli altri come si svilupperà l’azione e dove finirà la palla. Spalletti lo ha esaltato, affiancandolo con uomini che lo mandano dritto in porta. Ma è anche vero che lui, di suo, ha sempre segnato.

Non solo bomber

Mauro Icardi è il terminale offensivo micidiale di una squadra che ha imparato a gestirsi. Anche nei propri limiti. Alza e abbassa i ritmi, regge l’aggressività degli avversari, sa soffrire. Anche le ammonizioni. Pesa, sino a un certo punto, quella di Miranda, che sconterà la squalifica in casa contro il Chievo e sarà libero e fresco contro la Juventus. Non se l’è andata a cercare, sia chiaro, però è stato un giallo indubbiamente utile alla causa.

L’Inter ha una solida base, ma serve altro

In un campionato in cui tutti viaggiano ad alta velocità, l’Inter, per totalità della rosa, non può forse competere con Juventus, Napoli e Roma. É competitiva ed ha un calciatore decisamente in grado di fare la differenza. Finora questo campionato è un esame superato a pieni, voti, magari non giocando bene, ma l’importante era portare a casa il risultato. E l’Inter lo ha fatto quai sempre. Spalletti ha costruito una base solida. Non giocare le coppe, per certi versi, è un vantaggio. Nei prossimi anni, con gli investimenti giusti, questa squadra può ambire in alto. E intanto, a fine novembre è prima in classifica. E cosa succederà quindi a gennaio? Sicuri che Suning a questo punto starà a guardare?

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