Inter, a gennaio è pronto un asso di…Bastoni

L’Inter ha deciso. Rientra alla base l’asso di…Bastoni. Il centrale che gioca nell’Atalanta ma è già acquistato, giungerebbe a Milano come quarto centrale.

di Redazione Il Posticipo

Un asso di…Bastoni da calare nella corsa scudetto. L’Inter che si gioca il primato è in piena emergenza difensiva. Dietro Ranocchia, nessuno. La dirigenza sta sondando il mercato, obbligatoriamente low cost senza cessioni eccellenti. E in queste ore sta maturando l’idea di portare subito a Milano Alessandro Bastoni.

Bastoni, stimmate da predestinato

Appena maggorenne, Bastoni è solo l’ultimo prodotto dell’infinito vivaio dell’Atalanta. É già dell’Inter, che lo ha acquistato per nove milioni di euro con l’idea di lasciarlo a Bergamo per le prossime due stagioni. Il baby prodigio però sembra già pronto. E allora si potrebbero stringere i tempi per quello che è considerato, all’unanimità, il miglior Under 20 italiano. Del resto il tempo stringe e non vi sono margini di errore, specialmente adesso: l’Inter è andata oltre alle più rosee aspettative. É in ballo, deve ballare. E vedere l’effetto che fa. Bastoni in questa ottica è il rinforzo ideale per ricoprire il ruolo di quarto difensore. Alle spalle di Skriniar e Miranda, al fianco di Ranocchia.

Cosa può dare all’Inter

Bastoni è un centrale mancino e, sebbene sia longilineo (190 cm) è abilissimo nella gestione della palla e nei movimenti sul breve. Pulito in marcatura, ha anche un buon piede che gli consente sia di impostare il gioco che ribaltarlo con il lancio lungo. Se le premesse coincideranno con le promesse, con Skriniar formerebbe una coppia centrale che sistemerebbe l’Inter per i prossimi 10 anni. L’unica incognita è legata a…Spalletti. Il tecnico toscano ama i giocatori già “pronti” e non è molto incline a concedere fiducia ai giovanissimi. Basti considerare Karamoh, apparso e poi sparito dai radar nel giro di poche settimane. In questa ottica la “chiamata alle armi” di Bastoni potrebbe trasformarsi in un’operazione rischiosa. Vero che il ragazzo è già di un livello superiore, ma è altrettanto innegabile che difficilmente troverà spazio. É il classico “dilemma” tipicamente italiano: meglio giocare e crescere in una squadra che ti permetta di accumulare esperienza oppure imparare in una scuola di prestigio dove la pratica si limita agli allenamenti con i grandi campioni?

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