Inter-Atalanta, fra macchine divelte e motorini volanti…

Inter-Atalanta. Rivalità nata negli anni Settanta e proseguita nei decenni a venire fra episodi incresciosi e curiosi. Da macchine divelte a motorini volanti…

di Redazione Il Posticipo

Inter e Atalanta. In comune, solo i colori. Per il resto la rivalità è totale, acerrima. E affonda le radici in un contesto politico e sociale oltre che storico. La geografia non è come la matematica. Fino a prova contraria, i bergamaschi hanno una fortissima identità e non accettano, sebbene la loro città disti appena 54 chilometri da Milano, di essere accostati alla metropoli meneghina. Loro, no, sono un’altra cosa. Bergamo. Lombardo-Veneti, con una punta di Svizzera. Insomma, tutto ma non milanesi.

Quei turbolenti anni ’70

La rivalità cova a lungo sotto la cenere e deflagra in occasione di un Atalanta-Inter del 1972, quando i giocatori dell’Inter vengono aggrediti da un gruppo di tifosi atalantini all’uscita dal parcheggio. Attesi al varco. Il veicolo di Mario Corso è quasi capovolto. Nella ressa, qualcuno ammacca l’auto di Roberto Boninsegna. Non esattamente un abatino. Bonimba vive come gioca. Scende dall’auto e ingaggia un uno contro tutti. Rissone memorabile e da quel giorno, Atalanta-Inter non è più una partita come le altre. Risse, coltellate, sassate. Inter-Atalanta, per l’ordine pubblico, è un terno al lotto. Può succedere di tutto. Anche che…volino motorini dagli spalti.

Il motorino volante

Il nastro della memoria si ferma al 2001. Inter-Atalanta. Dalla Nord a mo’ di trofeo, è esposto un…motorino. Lo scooter è poi fatto rotolare giù per le gradinate, a rischio e pericolo dell’incolumità pubblica, ma fra gli “olè” degli ultras interisti. Perchè? Molto semplice. “Motoretta” è il dispregiativo utilizzato per la Beneamata dai tifosi orobici di inizio novecento. Derideva l’ostentata ricchezza degli interisti, fra i pochi a raggiungere lo stadio in motociclo. Nel tempo, però, complice la vicinanza tra le città, il motorino è divenuto il mezzo per eccellenza per spostarsi da Bergamo in occasione della trasferta di San Siro. Prima di quell’Inter-Atalanta, uno “sciame” di scooter atalantini circonda gli interisti che dal loro “baretto” sono diretti allo stadio (eh sì, succede davvero di tutto) nei pressi di un bar. Cosa può succedere se non darsele di santa ragione? Al termine della contesa, un’interista conquista il trofeo.

Il “motorino” volante durante Inter-Atalanta del 2001
Un motorino di un tifoso dell’Atalanta che viene trasportato su per lo stadio. Come? Allora non c’erano i tornelli. Per chi non ha mai frequentato San Siro i settori sono raggiungibili con le scale o con le rampe. Ecco, appunto. Lo scooter è portato in cima alla Nord. E gettato giù. Non era, dunque, una contestazione alla squadra. Bensì un’icona di vittoria, in una rivalità non molto pubblicizzata ma sicuramente aspra e sentita.

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