Insigne rischia un lungo stop? Sarri non resta al…Verdi

Il Napoli rischia di rinunciare a Insigne. Però Sarri sta studiando il piano B. Verdi. Il surrogato ideale per caratteristiche fisiche e tecniche.

di Redazione Il Posticipo

Napoli, Insigne è ancora fuori. Out con la Fiorentina, rischia di prolungare il proprio stop. Se l’infiammazione si trasformasse in pubalgia, la situazione cambierebbe. Parecchio. In primis, il lungo stop priverebbe il Napoli di una pedina fondamentale.

Insigne spremuto e infortunato

E poi si aprirebbe il processo a Sarri, che ha spremuto il proprio calciatore come un limone. E adesso che Insigne, dopo oltre 60 partite consecutive giocate da titolare, si ferma, deve adattatare Zielinsky come esterno altro a sinistra, non fidandosi né di Ounas né di Giaccherini. Un atteggiamento discutibile, quello del tecnico toscano che perde la propria forza trainante. Un Napoli con Ghoulam e Insigne è tutt’altra cosa rispetto a quello con Mario Rui e Ounas o Giaccherini. Se Sarri non si fida delle proprie riserve, dunque, è meglio muoversi sul mercato, Il Napoli aveva messo gli occhi addosso a Berardi, ma l’esterno del Sassuolo non è uno specialista della fascia  sinistra. Dunque l’alternativa più credibile, e, nel contempo, prendibile, è Verdi.

Verdi, sostituto ideale

Verdi è il sostituto ideale di Insigne in caso di un lungo stop: il surrogato di Lorenzo il Magnifico. Segna e fa segnare. Quattro gol e altrettanti assist in campionato, nonché la capacità di sbloccare la partita su calcio piazzato. Nell’impianto di gioco di Sarri potrebbe essere utile sia per le capacità realizzative che come uomo dell’ultimo passaggio. E utile come esterno, indifferentemente a destra o a sinistra. Anche la sua abilità su calcio da fermo può essere una discriminante sia per la conclusione in porta o nei palloni da consegnare ai saltatori. L’operazione si può chiudere anche a meno di 20 milioni di euro. L’idea è di definirla a gennaio, prima che il valore del calciatore s’impenni sino a scatenare un’asta. La questione è subordinata, tuttavia, alla situazione del Bologna. Donadoni non vuole privarsi del suo gioiello e indebolire la squadra. Gli emiliani da qui a gennaio, affronteranno Chievo, Benevento e Cagliari. Qualora totalizzassero nove punti, la salvezza sarebbe già a portata di mano. E di conseguenza la posizione del tecnico diverrebbe molto più morbida.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy