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Iniesta torna sul mondiale: “Non ho capito perché Hierro mi ha lasciato in panchina, ero furioso”

La panchina iniziale nella partita contro la Russia, l’ultima in carriera con le Furie Rosse, è ancora una ferita aperta per Iniesta. Che torna sulla sua reazione alla scelta di Hierro, ma parla anche di depressione e di Mourinho.

Redazione Il Posticipo

Un finale amaro per una carriera unica. Quella di Don Andres Iniesta con la nazionale spagnola, costellata di tante gioie e di qualche delusione. Un mondiale, due europei, ma anche l’esperienza in Russia, l’ultima a livello iridato, che ha lasciato il segno. Certo, complicato pensare di chiudere con un bis mondiale, ma la scelta di Hierro di lasciare l’Illusionista inizialmente in panchina nella partita con i padroni di casa, quella che ha segnato l’addio della Spagna alle speranze mondiali, non è stata vissuta molto bene da Iniesta. Che sarà protagonista della trasmissione Salvados, in cui ha raccontato quei momenti tristi e altri attimi storici della sua carriera.

HIERRO - “Non ho un buon ricordo del mondiale in Russia. Non ho capito la decisione di lasciarmi in panchina e neanche i motivi per cui Hierro l’ha fatto. Ed ero furioso, quindi qualsiasi cosa avesse detto non avrebbe comunque cambiato le cose”. Di certo la scelta iniziale riguardo Iniesta, assieme all’eliminazione da parte della Russia, ha contribuito non poco alla decisione di sollevare dall’incarico Hierro, che a sua volta aveva sostituito Lopetegui a due giorni dall’inizio della manifestazione. Ma anche l’addio di Hierro non ha cambiato la scelta dell’ex numero 8 del Barcellona, che ha lasciato la nazionale senza l’ultimo acuto che la sua carriera con le Furie Rosse avrebbero meritato.

DEPRESSIONE E MOU - Ma Iniesta torna anche su un altro momento molto triste, quello in cui il Cavaliere Pallido ha dovuto combattere contro un nemico molto infido: la depressione, arrivata dopo il Triplete del 2009. “Dopo aver fatto il Triplete tutto quello che volevo era andare a casa, prendere una pillola e addormentarmi”. Poi per fortuna è tornata la voglia di affrontare le sfide, come quelle contro il Real di Mourinho. “Quando Mourinho era l’allenatore del Real è stato il momento in cui la rivalità è stata più forte. E chiunque non pensi che la sua presenza è stata il fattore scatenante di quella rivalità così sentita va oltre il radicalismo!”. Una rivalità che però ha permesso al mondo di vivere grandi momenti di calcio. Proprio come ogni volta che Iniesta scende in campo!

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