Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

calcio

Iniesta e la depressione: “Il momento migliore della giornata era quando prendevo le pillole per dormire”

Iniesta e la depressione: “Il momento migliore della giornata era quando prendevo le pillole per dormire” - immagine 1
L'ex calciatore del Barcellona racconta le sue difficoltà.

Redazione Il Posticipo

Tutti vorrebbero essere Andres Iniesta, ma a nessuno verrebbe mai in mente che anche lui stesso, in determinati momenti della sua vita, avrebbe preferito essere qualcun altro. Paradossalmente, proprio nel momento più importante della propria carriera. Nel periodo di tempo che intercorre tra la Champions 2009, vinta a Roma dal Barcellona contro il Manchester United, e il Mondiale 2010, Don Andres ha vinto un'altra partita importante. Quella contro la depressione. Un nemico subdolo, che si è presentato dopo la morte del suo caro amico Dani Jarque , morto l'8 agosto 2009 a causa di un infarto del miocardio. Da allora qualcosa si è inceppato anche in Iniesta che ha ripercorso la sua esperienza nel podcast 'The Wild Project".

LOTTA

—  

La partita più difficile è iniziata quando Iniesta aveva perso il piacere di vivere la quotidianità disinteressandosi di cose e persone, perdendo anche i sentimenti. "Non è facile, ti senti vuoto, poi capisci che da solo non riesci ad affrontare un percorso così complicato. Sono stato in grado di riuscire a capire di avere bisogno di qualcuno che mi aiutasse a tirarmi fuori da quella situazione ma è fondamentale non perdere la speranza. Quando si lotta con la depressione il momento migliore della giornata era quello in cui prendevo le pastiglie e andavo a letto. Ho perso la voglia di vivere. Ho abbracciato mia moglie, ma era come abbracciare un cuscino..."

Iniesta e la depressione: “Il momento migliore della giornata era quando prendevo le pillole per dormire”- immagine 2

ATTENZIONE

—  

Iniesta ha giocato ad alti livelli e sa bene che le partite si vincono solo quando l'arbitro fischia la fine. "Continuo ad andare in terapia perché sento ancora il bisogno di trovare un assestamento. Sono contento parlare di depressione non sia più un tabù, e credo che sentire i professionisti parlare di malattie mentali e depressione possa aiutare. A me questo percorso ha lasciato in eredità la certezza che depressione e le malattie mentali possono colpire chiunque. Non è qualcosa che dipende dalla materialità, avrei potuto comprare tutte le auto nel mondo e tutto ciò che desidero, ma a volte è davvero difficile affrontare la vita"