Iniesta a cuore aperto: “La depressione è stata terribile, Mourinho ha creato odio e da piccolo tifavo…”

Don Andres Iniesta si confessa in una lunga chiacchierata, parlando un po’ di tutto. Da un’infanzia con una infatuazione pericolosa, ai momenti terribili della depressione, fino ad arrivare al presente tra addio alla nazionale e arrivo in Giappone.

di Redazione Il Posticipo

Dal Giappone con la classe di sempre. Don Andres Iniesta si confessa in una lunga chiacchierata al programma televisivo spagnolo “Salvados”, parlando un po’ di tutto. Da un’infanzia con una infatuazione pericolosa, ai momenti terribili della depressione, fino ad arrivare al presente tra addio alla nazionale e arrivo in Giappone.

GIOVANE INIESTA – Iniesta è una leggenda del Barça, ma non è assolutamente catalano. Anzi, la sua Fuentealbilla è pericolosamente…vicina a Madrid. E quindi per chi tifava il giovane Illusionista? “Quando ero piccolo ero dell’Albacete e del Barça. Però un giorno il Barça ci fece sette gol e mi è successa una cosa strana: sono andato in confusione e per un periodo mi sono avvicinato al Real Madrid…”.

REAL MADRID – Strano a dirsi, vista la rivalità con i Blancos di cui sarà parte integrante in futuro. Rivalità che con Mou in panchina diventa qualcosa in più. “Mourinho è stato il componente chiave delle pessime relazioni di quel periodo tra Barça e Madrid e chi non lo vuole vedere è al limite del radicalismo. Quella situazione ha creato tantissimi danni alla nazionale, ai miei colleghi. Era assurdo. Non vedevo la rivalità di sempre, ma c’era odio. Si coltivava quell’ambiente ed era insopportabile”.

DEPRESSIONE – Insopportabile come la depressione, che lo ha colpito dopo il triplete con il Barcellona, proprio nell’anno di avvicinamento al mondiale vinto. “In una situazione del genere non provi niente, non riesci a sentire le cose. Non vedevo l’ora che arrivasse la notte per prendere una pasticca e riposarmi. La depressione è terribile, quando ce l’hai non sei te stesso. E quando sei così vulnerabile è complicato controllare la tua vita”.

NAZIONALE – Il presente è il Giappone, il passato recente l’addio alla nazionale. “Quando Lopetegui ha lasciato la nazionale, sportivamente non è stata una cosa positiva, non poteva esserlo in alcun modo. E quello che inizia male, finisce peggio. Prima dell’ultima partita Hierro mi ha parlato e mi ha detto che non avrei giocato. Una decisione che ho rispettato ma non ho capito. Ero arrabbiatissimo”. E allora perchè non cercare la rivincita con il Barça e andare in Oriente? “Avrei anche potuto giocare tutta la mia vita in blaugrana, ma non ero in condizione di dare il 100% alla squadra”. Il solito Iniesta. Sincero fino all’inverosimile.

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