Inghilterra, troppa fiducia non paga: l’arbitro chiede a Bamba se si è tolto la maglia e lui…mente!

Il giocatore del Cardiff City segna al novantesimo e esulta togliendosi la maglia. L’arbitro Atkinson non se ne accorge e…chiede allo stesso calciatore se lo deve ammonire. La risposta? Ovviamente, un bel “no”.

di Redazione Il Posticipo

Demarai Gray, match winner della gara in trasferta del Leicester City contro il Cardiff City, dopo aver segnato è sbottato in un’esultanza molto emozionante: ha cominciato a correre e a saltare, togliendosi la maglietta per esporre quella che indossava sotto l’uniforme da gioco per commemorare il defunto presidente. Prima che riprendesse il gioco, l’arbitro Lee Probert ha deciso di attenersi nella maniera più assoluta al regolamento che prevede l’ammonizione per chi esulta togliendosi la maglia a causa della perdita di tempo che ne consegue. E tutto il Regno Unito calcistico ha vissuto l’evento come un’ingiustizia. Passa una settimana e un giocatore del Cardiff, Souleymane Bamba, riesce ad evitare il giallo per una situazione simile. Complice un arbitro distratto e…un po’ di furbizia.

LA PARTITA – Il Cardiff City, nella seconda gara casalinga consecutiva, riesce ad ottenere tre preziosissimi punti per la salvezza dopo aver perso la partita contro il Leicester City. Il Brighton e Hove Albion era andato in vantaggio al sesto minuto e Callum Paterson aveva pareggiato i conti al 28’. Gli ospiti non si sono arresi ma dopo altri sei minuti (neanche fosse una regola) sono rimasti in dieci. Il gol del definitivo vantaggio gallese arriva con Soueymane ‘Sol’ Bamba al novantesimo e per l’immensa gioia, l’ivoriano si toglie la maglia per esultare.

MR. BEAN- Stranamente, l’esperto arbitro internazionale Martin Atkinson sembra distrarsi e prima che il gioco riprenda si avvicina al marcatore e incredibilmente gli chiede se si fosse tolto la maglia per esultare. Come segnala il Daily Mail, a riportarlo è proprio Bamba: “L’arbitro mi ha chiesto se mi fossi tolto la maglietta e io ho risposto di no“. Cosa avrebbe dovuto rispondere il giocatore? “Sì, certo, mi ammonisca”? Con tutto il rispetto, visto il caso d’omonimia con il celebre attore, questo potrebbe sembrare proprio una scena…da Mr. Bean. E poi l’arbitro non dovrebbe essere coadiuvato dagli assistenti piuttosto che essere obbligato a chiedere ai giocatori di quasi-auto ammonirsi?

E LA VAR? –. È vero che gli arbitri sono chiamati a interpretare il regolamento e ci sono direttori di gara più o meno flessibili ma qui si sta parlando di veri e propri antipodi. Certo, se i club di Premier non avessero rinunciato a utilizzare un aiuto elettronico, forse un errore del genere era più che evitabile. Basteranno casi simili (o un rigore palesemente…inventato come quello su Sterling in Champions) per convincere gli inglesi dell’utilità della VAR? Chissà. Nel frattempo, gli arbitri faranno meglio a tenere gli occhi aperti. Anche la celebre sportività del campionato inglese sembra un lontano ricordo.

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