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Inghilterra, Lingard: “Quando ho perso l’Europeo ho pianto, ma giocare per l’Inghilterra è una benedizione”

WOLVERHAMPTON, ENGLAND - APRIL 05: Jesse Lingard of West Ham United during the Premier League match between Wolverhampton Wanderers and West Ham United at Molineux on April 5, 2021 in Wolverhampton, United Kingdom. Sporting stadiums around the UK remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Matthew Ashton - AMA/Getty Images)

Il calciatore dello United ha confessato gli ultimi mesi vissuti con e senza la nazionale inglese.

Redazione Il Posticipo

Lingard racconta i suoi ultimi mesi con l'Inghilterra. Il calciatore dello United ha confessato gli ultimi mesi vissuti con e senza la nazionale inglese in una intervista rilasciata al Player's tribune in cui ha ripercorso un percorso fatto di lacrime di gioia e dolore. Prima e dopo l'Europeo.

LACRIME - L' attaccante del Manchester United complice un grandissimo finale di stagione con il West Ham. I suoi nove gol gli hanno permesso di entrare nella rosa provvisoria dei 33 di Southgate. Poi però è stato estromesso. E non l'ha presa benissimo. "A giugno, pensavo davvero di aver fatto abbastanza per entrare nella finale 26 per gli Europei. Ovviamente, ho rispettato la decisione di Gareth , ma quando ho telefonato per dirlo a mio fratello, beh non sono riuscito a trattenermi. E ho pianto. Due anni fa, quella notizia mi avrebbe completamente annientato".

PAPPAGALLO - Lingard ha comunque seguito l'Europeo. E le immagini del giocatore con la maglietta di Rice e un pappagallo sulla spalla hanno attraversato a velocità supersonica l'autostrada del web. "Quando i ragazzi hanno giocato la prima partita, non avevo alcuna intenzione di deprimermi. Anche se non scendevo in campo, restavo pur sempre un grande tifoso della squadra. E dunque ho indossato una maglietta e sono andato al pub con alcuni amici. C'era un tizio con un pappagallo, all'improvviso si è seduto proprio sulla mia spalla e abbiamo battuto la Croazia. Fantastico. Consiglio a tutti di andare in un pub quando gioca l'Inghilterra,  è una prospettiva diversa.  Ho scattato alcune foto, firmato autografi. Non sono sicuro di come sia successo, ma sono finito accanto al Dj".

INGHILTERRA - Il ritorno in nazionale è ancora più piacevole. "Sia chiaro, guardare i ragazzi è sempre molto divertente, ma giocare e indossare la maglia dell'Inghilterra è un qualcosa di enorme. Ogni volta che indosso quella maglietta mi sento benedetto. Poter chiamare la mia famiglia e dire loro che avevo ricevuto di nuovo la convocazione per gli internazionali a settembre è stata una sensazione enorme, è bello essere tornato. Certo, aver fatto parte della squadra che ha giocato gli Europei sarebbe stato davvero speciale, visto sin dove è arrivata e il modo in cui ha unito le persone. Ma ho scelto di osservare la situazione da una prospettiva generale. A novembre 2020, non ero neanche lontanamente vicino alla nazionale".